Libia-Turchia, il voto che riaccende la sfida sul Mediterraneo
La ratifica dell’intesa marittima da parte della Camera libica alimenta lo scontro con Grecia e Cipro e provoca la reazione dell’Unione europea.
La nuova ratifica libica rischia di riaprire una frattura già profonda nel Mediterraneo orientale. La Camera dei rappresentanti con sede a Tobruk, nella Libia orientale, ha infatti approvato il memorandum marittimo con la Turchia, cancellando le precedenti decisioni sul dossier e creando le condizioni per ulteriori intese tra Tripoli e Ankara.
La scelta è stata contestata da Grecia, Cipro e Israele, mentre anche Egitto e Unione europea hanno espresso la propria contrarietà. Al centro della disputa ci sono le aree di mare individuate dall’accordo, considerate lesive delle rivendicazioni di Atene e Nicosia.
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Kallas mette Ankara davanti al problema
La questione è stata portata direttamente al tavolo dell’incontro tra Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione europea, e Hakan Fidan, ministro degli Esteri turco. Kallas ha riferito di aver discusso con il suo interlocutore del voto libico e ha sostenuto che il memorandum “viola i diritti sovrani di Stati terzi”.
Nel confronto, secondo quanto comunicato dalla stessa Kallas, è stata sottolineata anche la necessità di mantenere buoni rapporti tra Paesi vicini e di favorire progressi nella soluzione della questione cipriota. La rappresentante europea ha inoltre richiamato la posizione comune di Bruxelles e Ankara sulla libertà di navigazione nel Mar Nero, in relazione all’escalation russa e alla guerra.
Mediterraneo e Mar Nero nello stesso confronto
Il colloquio non si è limitato alla controversia tra Libia e Turchia. Kallas ha indicato tra gli argomenti affrontati anche la situazione nel Caucaso meridionale e gli equilibri in Medio Oriente, citando gli attacchi degli Houthi contro Arabia Saudita e Yemen, definiti “tattiche terroristiche da manuale”.
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Un altro passaggio ha riguardato lo Stretto di Hormuz. L’Alta rappresentante dell’Unione europea ha accusato l’Iran di rendere la navigazione più rischiosa e costosa, chiedendo il ripristino della libertà di transito senza pedaggi o altri oneri imposti alle imbarcazioni.
Il contenuto dell’intesa del 2019
Il memorandum risale al novembre 2019 e fu sottoscritto dalla Turchia e dal Governo di Accordo Nazionale libico. Il testo stabilisce le rispettive zone di giurisdizione marittima nel Mediterraneo, definendo una linea che Ankara considera funzionale alla tutela dei propri interessi sul mare.
L’intesa è inoltre collegata alle prospettive di ricerca e sfruttamento dei giacimenti energetici situati in mare. Proprio la delimitazione scelta, però, non tiene conto delle pretese avanzate da Grecia e Cipro: è questo il punto che ha alimentato le proteste e le condanne internazionali dopo il voto della Camera libica.
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