Blocchi dei tir, cresce la tensione: imprese e Governo chiedono una svolta
La protesta contro il caro carburanti mette sotto pressione la filiera agroalimentare e la viabilità: il Governo annuncia identificazioni e possibili conseguenze penali.
Le aziende campane temono che il protrarsi dei presidi lungo l’A1 possa trasformare la protesta degli autotrasportatori in un danno economico difficilmente sostenibile, con ripercussioni anche sull’occupazione. Per Confindustria Campania serve un intervento rapido per riportare la mobilitazione dentro un confronto tra le parti.
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L’allarme delle imprese campane
Emilio De Vizia, presidente di Confindustria Campania, riconosce la fondatezza delle contestazioni sul caro carburanti, ma contesta il metodo scelto per manifestarle. A suo giudizio, fermare le attività produttive finisce per colpire l’intero tessuto economico della Campania e del Mezzogiorno, coinvolgendo imprese, lavoratori e cittadini.
L’associazione chiede quindi al Governo di favorire un dialogo concreto e di impedire che la situazione degeneri. De Vizia considera necessario l’intervento delle forze dell’ordine qualora i blocchi producano emergenze gravi, così da ristabilire la sicurezza e consentire la ripresa regolare delle attività.
Il confronto resta l’unica via
Per Confindustria Campania, il diritto a rivendicare le proprie ragioni deve convivere con quello delle imprese di continuare a lavorare. La protesta, sostiene De Vizia, dovrebbe essere ricondotta a una soluzione condivisa attraverso senso di responsabilità e trattative, prima che le perdite diventino insostenibili e si riflettano sui livelli occupazionali.
La mobilitazione ha già alimentato preoccupazioni per la distribuzione dei prodotti alimentari. Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, ha segnalato che tonnellate di merci fresche e freschissime provenienti dal Sud non stanno raggiungendo il Nord a causa delle interruzioni alla circolazione.
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Il Governo annuncia controlli e denunce
Durante il question time alla Camera, Adolfo Urso ha riferito che il Viminale sta procedendo all’identificazione dei camionisti presenti ai presidi, anche con l’obiettivo di rimuovere le postazioni. Il ministro delle Imprese ha ricordato che bloccare soltanto i mezzi pesanti, lasciando libero il transito delle automobili, può comunque configurare un’interruzione della circolazione stradale con conseguenze penali, compresa la detenzione.
Urso ha inoltre sottolineato che le stesse associazioni degli autotrasportatori avrebbero sollecitato il Ministero dell’Interno a intervenire contro i blocchi. Il riferimento arriva mentre le organizzazioni del settore hanno preso le distanze dalle modalità della protesta, rendendo più difficile, secondo il Governo, giustificare il mantenimento dei presidi.
Lollobrigida attacca i promotori
Il ministro dell’Agricoltura ha poi messo in discussione il profilo di alcuni esponenti alla guida delle manifestazioni. A margine del question time, Lollobrigida ha invitato a esaminare il percorso personale dei promotori e anche eventuali precedenti giudiziari, sostenendo che in alcuni casi emergerebbero elementi problematici.
«Questo non mette in discussione la legittimità delle richieste dei cittadini», ha precisato Lollobrigida, distinguendo tra chi protesta per ragioni reali e chi, a suo avviso, sfrutta la mobilitazione per altri scopi. Nel frattempo, il confronto tra Governo, rappresentanti degli autotrasportatori e sistema produttivo resta decisivo per evitare nuovi contraccolpi alla circolazione e alle forniture.
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