Milano, sabato ad alta tensione: in arrivo 500 militari
Il governo prepara una risposta rafforzata dopo le devastazioni del weekend, mentre la città teme nuove proteste e possibili scontri tra gruppi diversi.
Il nuovo pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri dovrà ora passare dal Parlamento per la conversione in legge. Tra le misure figurano il reato di partecipazione violenta a una manifestazione, il fermo preventivo e l’arresto in flagranza differita estesi ai minorenni, oltre al risarcimento dei danni provocati a privati e Stato. Per i ragazzi tra 14 e 18 anni viene inoltre previsto un regime più severo sulla capacità di intendere e di volere.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato anche l’ipotesi di intervenire sulle piattaforme social, con l’obiettivo di interrompere le mobilitazioni digitali considerate più rischiose. Il principio rivendicato dal governo resta quello sintetizzato nella formula «chi rompe paga».
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Sabato sarà il primo vero banco di prova
L’attenzione è concentrata sulla mobilitazione annunciata dal “Movimento 17 Ottobre”. L’appuntamento potrebbe incrociarsi con altre due iniziative già previste: una riconducibile all’area anarchica e una promossa da Futuro Nazionale, schierata sul tema della sicurezza e dell’ordine pubblico.
Dopo i saccheggi e i danneggiamenti dello scorso fine settimana, le autorità temono che la nuova giornata di protesta possa degenerare. Il sindaco Beppe Sala ha invitato a non alimentare chiusure eccessive dei negozi, sottolineando il peso del commercio per Milano, ma ha anche definito il prossimo sabato una giornata particolarmente delicata.
Il timore di un fronte senza controllo
Salvini ha collegato il rischio maggiore alla possibile sovrapposizione di gruppi con motivazioni e comportamenti differenti. «Spero non ci sia un mix tra anarchici, pro-Pal e maranza», ha detto il vicepremier, dichiarandosi comunque fiducioso nella capacità di reazione delle forze dell’ordine e dei militari.
Sala ha invece insistito sulla necessità di non affidare l’intera risposta alla repressione. Secondo il sindaco, il problema dovrebbe essere affrontato anche nelle scuole, coinvolgendo i coetanei dei giovani scesi in strada e cercando di comprendere le ragioni di quei comportamenti. A suo giudizio, nelle devastazioni del weekend non sarebbe emersa una motivazione politica o sociale precisa, quanto piuttosto una trasposizione nella realtà di dinamiche maturate nei videogiochi.
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Cinquecento militari nei punti sensibili
Il contingente aggiuntivo sarà composto da 500 militari e dovrebbe diventare operativo a breve. Il personale affiancherà gli agenti nelle aree più esposte, con una presenza mobile destinata a coprire sia il centro sia le periferie, oltre ai dispositivi già attivi presso stazioni, aeroporti e altri obiettivi sensibili.
Piantedosi ha spiegato che l’impiego sarà definito dal prefetto attraverso un piano dettagliato. I soldati potranno pattugliare, fermare persone e adottare gli interventi conseguenti a ciò che rileveranno, sempre nell’ambito delle funzioni di pubblica sicurezza già attribuite alle forze armate. Il loro compito sarà quindi di supporto alle forze dell’ordine, senza l’attribuzione di autonomi poteri di polizia giudiziaria.
Il vertice in prefettura
Le decisioni sono state esaminate durante una riunione in prefettura alla quale hanno partecipato Piantedosi, Sala, il capo della polizia Vittorio Pisani e i questori degli altri capoluoghi lombardi. Salvini è arrivato quando l’incontro era già iniziato, portando al tavolo la richiesta di una linea particolarmente rigida contro eventuali nuovi assalti.
Il vicepremier ha ricordato che a Milano sono già presenti oltre 5mila operatori delle forze dell’ordine. A questi si aggiungeranno i 500 militari, descritti come personale armato e addestrato, con esperienza anche in missioni all’estero. Salvini ha inoltre sostenuto che le famiglie dovranno farsi carico delle conseguenze economiche dei danni provocati dai figli minorenni: «Il messaggio che deve arrivare nelle case e nelle scuole è che nulla resterà impunito».
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