Julianne Moore cambia pelle a Roma: il ruolo scritto per lei da Eisenberg
Alla Festa del Cinema di Roma l’attrice presenta The Debut, commedia teatrale in cui una casalinga trova nell’interpretazione la strada verso la propria identità.
Julianne Moore arriva alla Festa del Cinema di Roma con un doppio riconoscimento: il Premio alla Carriera e un personaggio costruito su misura per lei. In The Debut, terzo film diretto da Jesse Eisenberg, interpreta una donna che scopre se stessa passando attraverso il teatro, la comicità e una trasformazione inattesa.
“Non è mai troppo tardi per diventare se stessi. È un percorso”, ha detto Moore parlando del film. L’attrice ha ringraziato Eisenberg per averle affidato un ruolo capace di restituirle entusiasmo e gioia, in una prova che potrebbe riportarla al centro della stagione dei premi.
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Mona cerca una voce propria
La protagonista è Mona, una casalinga del New Jersey estremamente riservata. Moglie e madre di figli ormai prossimi alla laurea, ha trascorso gran parte della vita mettendo da parte desideri e personalità, prima dentro la famiglia d’origine e poi in quella che ha costruito.
La svolta arriva quando accetta di presentarsi a un’audizione per una parte secondaria nel musical Vicini ficcanaso. Quel provino, apparentemente marginale, apre però una frattura nella sua esistenza: sul palcoscenico Mona comincia a prendere forma e a confrontarsi con una versione di sé mai diventata adulta.
Il teatro diventa terapia
Eisenberg ha scritto il ruolo pensando specificamente a Moore e le affida una trasformazione in due tempi. Da una parte c’è Mona, timida, remissiva e quasi invisibile; dall’altra compare Miss Danielle, il personaggio interpretato nello spettacolo, che diventa il tramite per un’emancipazione progressiva.
Paul Giamatti interpreta il regista del musical, una figura che accompagna Mona con atteggiamento quasi terapeutico. Il rapporto tra i due alimenta gli esercizi di preparazione e i momenti più surreali della commedia, mentre il film mostra lo scontro tra la donna reale e la maschera che ha scelto di indossare.
Una mutazione tra riso e inquietudine
The Debut racconta quindi due percorsi paralleli: l’ingresso dell’attrice in un ruolo immaginario e la nascita di una personalità che Mona non ha mai avuto modo di costruire. Moore rende il cambiamento anche sul piano fisico e vocale, facendo emergere gradualmente il conflitto tra le due identità.
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“Il mio metodo consiste nell’avvicinarmi quanto più possibile al mondo emotivo dei personaggi che incarno”, ha spiegato l’attrice. Secondo Moore, la distanza tra interprete e personaggio si riduce quando le loro percezioni e le loro emozioni arrivano quasi a sovrapporsi.
Per Eisenberg, il film nasce da esperienze personali legate alla frequentazione di una comunità teatrale durante l’infanzia. Il tono è volutamente lontano dal realismo, ma le emozioni restano ancorate alla vita quotidiana. Il regista ha definito Moore una grande interprete drammatica e, allo stesso tempo, una “clown”, sottolineandone la capacità comica.
La sfida lettone in concorso
Nella stessa giornata dedicata ai debutti è stato presentato anche Ulya, diretto dal lettone Viesturs Kairiss. Il film, girato in bianco e nero e già passato da Cannes, ricostruisce la giovinezza della campionessa di basket Uļjana Semjonova, alta 2,13 metri.
La storia attraversa la Lettonia sovietica del 1964 e segue l’atleta dalle origini contadine all’ingresso nel basket. Bullismo, isolamento e difficoltà dell’adolescenza convivono con ambizioni e momenti di felicità, in un racconto sostenuto dall’interpretazione di Kārlis Arnolds Avots, coinvolto anche nella sceneggiatura.
Ulya rappresenterà la Lettonia nella corsa ai prossimi Oscar. The Debut, già accolto con entusiasmo al Festival di Toronto, arriverà invece nelle sale italiane dal 1° gennaio.
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