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Attualità 2 min di lettura45 min fa

Moore incanta Eisenberg: il copione di The Debut le ha tolto il fiato

A Roma il regista presenta il suo nuovo film, racconta il legame con Julianne Moore e sceglie il silenzio sulle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Julianne Moore ha definito la sceneggiatura di The Debut - La grande occasione una delle migliori lette nella sua carriera, mentre Jesse Eisenberg ha spiegato di aver scritto il ruolo pensando proprio a lei. Il film, prodotto da A24, sarà distribuito nelle sale italiane da I Wonder Pictures da venerdì 1 gennaio 2027.

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Moore conquista il regista

Eisenberg ha raccontato di avere immaginato Moore durante la stesura di ogni scena, convinto che possedesse tutte le qualità necessarie per interpretare la protagonista. Secondo il regista, l’attrice riesce a unire eleganza, intensità drammatica e una spiccata vena comica, una combinazione che considera quasi unica.

Moore ha ricambiato l’apprezzamento soffermandosi sul lavoro dello sceneggiatore. «È uno dei migliori copioni che abbia mai letto in tutta la mia carriera. Mi ha tolto il fiato», ha detto, lodando la capacità di Eisenberg di creare personaggi e ambienti riconoscibili attraverso una voce personale.


Una rinascita senza età

Al centro della pellicola c’è Mona Friedman, una donna discreta che, entrando in una compagnia teatrale amatoriale, scopre un talento rimasto a lungo nascosto. L’esperienza le permette di uscire dall’ombra e di dare una nuova direzione alla propria esistenza.

Per Moore, il cambiamento raccontato dal film non dipende dall’età, dal genere o dall’origine di una persona. L’attrice ha sintetizzato così il messaggio dell’opera: «Non è mai troppo tardi e non è mai troppo presto». La vicenda di Mona diventa quindi una riflessione sulla possibilità di ricominciare in qualunque momento.


Il teatro come rifugio

La storia contiene anche elementi legati alla vita di Eisenberg. Da ragazzo, il regista si descriveva come timido e isolato; l’incontro con il teatro gli avrebbe consentito di trovare un gruppo nel quale sentirsi accolto. Da qui nasce l’idea di considerare The Debut una dichiarazione d’affetto verso il palcoscenico, senza nasconderne anche i lati più bizzarri.

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Moore ha descritto la recitazione come un continuo passaggio tra esperienza concreta e invenzione. L’attore, secondo la sua riflessione, parte da emozioni autentiche e le colloca in situazioni immaginarie, avvicinandosi così alla sensibilità di persone diverse dalla propria.


Eisenberg evita il tema politico

Durante l’incontro romano, Eisenberg ha preferito non esprimere una posizione sulle prossime elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Ha spiegato di vivere il voto come cittadino privato e di provare disagio quando questa dimensione viene sovrapposta alla sua esposizione pubblica come artista.

«Non sono abbastanza intelligente da fare dichiarazioni pubbliche sulla vita pubblica», ha affermato rispondendo alla domanda sulle elezioni. Per spostare il discorso sul terreno cinematografico, ha invece parlato di una canzone della colonna sonora, dedicata a un’interruzione dell’elettricità in una città immaginaria dove gli abitanti ballano per trenta secondi usando le torce.

Eisenberg si trova a Roma per presentare The Debut alla Festa del Cinema e per consegnare a Moore il premio alla Carriera. L’attrice premio Oscar, interpellata sullo stesso argomento politico, ha scelto a sua volta di non rispondere.

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