Potere d’acquisto e frontiere: l’allarme di Alice Weidel sull’Ue
La leader di Alternative für Deutschland chiede una svolta profonda nell’Unione e collega le tensioni sociali a immigrazione e ambienti della sinistra.
Secondo Alice Weidel, l’attuale assetto dell’Unione europea sta producendo effetti negativi sia sul piano economico sia su quello sociale. La leader di Alternative für Deutschland ha parlato di perdita del potere d’acquisto, inflazione elevata e frontiere ancora aperte durante una conferenza stampa al Parlamento Ue di Strasburgo.
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L’economia alimenta l’allarme
Nel suo intervento, Weidel ha sostenuto che l’Ue avrebbe bisogno di un cambiamento profondo, perché il modello attuale, a suo giudizio, penalizza il benessere dei cittadini. Tra i problemi indicati figurano il rincaro dei prezzi e la diminuzione del valore reale dei redditi.
La dirigente tedesca ha inoltre contestato la gestione delle frontiere europee. A suo avviso, la combinazione tra difficoltà economiche e flussi migratori contribuisce a creare una situazione di crescente insicurezza, sintetizzata nella frase: «Siamo sotto una sorta di assedio».
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Weidel evoca nuove tensioni sociali
A sostegno della propria analisi, Weidel ha richiamato gli episodi di disordine verificatisi in Francia e ha citato anche Italia e Germania. Per la leader dell’AfD, in questi contesti il disagio sarebbe legato soprattutto ad ambienti della sinistra e a realtà connesse ai migranti.
Nel caso tedesco, ha aggiunto, sarebbero state annunciate altre sommosse. La dichiarazione è arrivata mentre Weidel chiedeva di intervenire sull’impianto complessivo dell’Unione, definito bisognoso di «riforme radicali» per recuperare benessere materiale e immateriale.
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