Democrazia in bilico: l’allarme di Vale de Almeida su Trump e Putin
L’ex diplomatico europeo descrive un Occidente in crisi profonda e considera l’ordine mondiale ormai vicino al collasso.
L’Occidente attraversa una fase di estrema fragilità e la democrazia, secondo Vale de Almeida, non sarebbe mai stata così esposta. L’ex ambasciatore dell’Unione europea presso l’Onu, negli Stati Uniti e nel Regno Unito affida a un libro in uscita in Italia una lettura severa dell’attuale scenario internazionale.
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L’Occidente rischia l’autodistruzione
Nel colloquio, il diplomatico sostiene che il sistema occidentale stia perdendo coesione fino a trasformare la propria crisi in una minaccia interna. La sua analisi è sintetizzata da un’immagine netta: «L’Occidente sta implodendo, si sta autodistruggendo».
Vale de Almeida descrive inoltre l’assetto globale come gravemente compromesso, utilizzando la formula «L’ordine mondiale è in terapia intensiva». Il giudizio riguarda dunque non soltanto i rapporti tra le potenze, ma anche la tenuta delle istituzioni e dei principi democratici.
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Trump riporta indietro l’ordine globale
Nel ragionamento dell’ex rappresentante europeo, Donald Trump avrebbe contribuito a riportare la politica internazionale verso logiche proprie dell’Ottocento. Da qui nasce l’allarme sul futuro della democrazia, presentata come particolarmente vulnerabile nella fase attuale.
Anche il rapporto con Vladimir Putin viene affrontato senza una ricostruzione a senso unico. Vale de Almeida riconosce che i Paesi occidentali hanno commesso errori, ma distingue quelle responsabilità dalla successiva scelta del presidente russo: «Con Putin anche noi occidentali abbiamo commesso degli errori, ma poi lui ha scelto il lato oscuro». La riflessione si inserisce nel quadro più ampio di una crisi che, a suo giudizio, coinvolge l’intero equilibrio internazionale.
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