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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Foggia, tir divisi e studenti nel mirino: la protesta resiste

Dopo più di dieci giorni i presidi si riducono, ma camionisti e agricoltori restano fermi in attesa del confronto con il governo del 27 ottobre.

La mobilitazione contro il prezzo dei carburanti e l’aumento delle spese non si è fermata, ma nel Foggiano il fronte appare meno compatto. Alcuni blocchi sono stati rimossi o ridimensionati, mentre altri restano attivi e potrebbero tornare visibili appena cambieranno le condizioni. Nel frattempo, la protesta ha coinvolto anche gli studenti, con conseguenze annunciate sul voto di comportamento in un liceo di Canosa.

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I presidi arretrano, la protesta no

Al casello di Poggio Imperiale, Nicandro Vigilante, portavoce degli autotrasportatori del presidio del Gargano, ha spiegato che la sospensione temporanea dei blocchi vuole rappresentare un gesto di apertura verso il governo. Dopo l’incontro con Matteo Salvini, ha riferito, è stato fissato un nuovo tavolo tecnico per il 27 ottobre. “Come segno di collaborazione, abbiamo pensato di rimuovere i presidi”, ha dichiarato, precisando che alcuni gruppi non coordinati avrebbero seguito una linea diversa.

La situazione resta però differente a Cerignola Est. Vincenzo Pinnelli sostiene che la pioggia abbia soltanto reso meno visibili i manifestanti e che molti lavoratori continuino a non riprendere l’attività. Secondo il portavoce, l’assenza dal casello non coincide con la fine dello sciopero: le forniture restano bloccate e i presidi potrebbero ricomparire anche nei prossimi giorni.


Il nodo del gasolio resta irrisolto

Pinnelli ha contestato l’idea che ci siano già stati cambiamenti sufficienti per tornare al lavoro. Ha ricordato che il gasolio agricolo viene venduto a 1,45 euro, mentre per un autotrasportatore il carburante arriva a 2,40 euro. “Per andare a lavorare devo scaricare il gasolio agricolo”, ha affermato, spiegando che molti operatori non dispongono delle risorse necessarie per ripartire.

Il portavoce di Cerignola Est ha invitato i manifestanti a mantenere l’unità e a proseguire con iniziative pacifiche, nel rispetto delle norme. A suo giudizio, il rischio più concreto emergerà quando i prodotti cominceranno a mancare sugli scaffali, non semplicemente quando saranno presenti o meno i blocchi davanti ai caselli.

Anche il comparto agricolo ha ridotto l’intensità della mobilitazione senza abbandonarla. A Candela, Mauro Di Santo guarda all’appuntamento di giovedì alle 15.30 al Masaf con il sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra: gli agricoltori chiedono scadenze precise per il gasolio agevolato e per la disponibilità dei fertilizzanti, così da poter programmare la semina. Nel suo intervento ha inoltre criticato il ricorso annuale alle importazioni di grano da Canada e Turchia.

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A scuola scatta il richiamo

La protesta ha portato in piazza anche ragazzi pugliesi, presenti accanto a trattori e camion per chiedere maggiori garanzie sul proprio futuro. A Canosa, tuttavia, l’assenza collettiva del 17 ottobre al liceo di Scienze umane e Scientifico “Fermi-Einaudi” è stata seguita da una comunicazione del dirigente scolastico pubblicata nella bacheca virtuale.

Nel messaggio si richiama l’attenzione sulla frequenza e sulle responsabilità legate alla partecipazione alle lezioni. Viene inoltre indicata la possibilità di conseguenze sul voto di comportamento, una valutazione che può incidere sul percorso scolastico e, durante il triennio, sull’assegnazione del credito.

La prospettiva ha provocato la reazione di alcune famiglie. Una madre ha parlato di un contrasto tra l’insegnamento dell’educazione civica e il richiamo rivolto agli studenti scesi in piazza, contestando quella che considera una pressione sui ragazzi impegnati a rivendicare il proprio futuro.


Il governo annuncia nuovi pagamenti

Mentre sul territorio resta incerta la tenuta dei presidi, Salvini ha comunicato l’avvio dei pagamenti destinati a 32mila aziende di autotrasporto. L’erogazione dovrebbe procedere al ritmo di duemila imprese al giorno.

Il ministro ha anche condannato gli atti intimidatori contro i camion. Il prossimo passaggio decisivo sarà il confronto del 27 ottobre, data indicata dai manifestanti per verificare se agli impegni annunciati seguiranno misure concrete.

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