Sanzioni a Mosca, Trump frena: la scelta che divide Washington
Il presidente statunitense congela un nuovo pacchetto di misure contro la Russia mentre Crosetto avverte sui rischi per la difesa ucraina
Guido Crosetto mette in guardia Washington: interrompere l’accesso dell’Ucraina ai satelliti e alle informazioni d’intelligence statunitensi sarebbe «un grave errore» e potrebbe allontanare la prospettiva di pace. Le parole del ministro della Difesa arrivano mentre Donald Trump ha deciso di congelare un ampio pacchetto di sanzioni destinate a colpire l’economia russa.
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Crosetto teme un conflitto più lungo
In un’intervista alla Bbc, Crosetto ha sostenuto che un eventuale stop al sostegno informativo e satellitare americano indebolirebbe la capacità di Kiev di proteggersi dagli attacchi russi. Secondo il ministro, una simile scelta da parte dell’amministrazione Trump rischierebbe di favorire il prolungamento dell’invasione su vasta scala.
La valutazione di Crosetto è netta: limitare gli strumenti utilizzati dall’Ucraina per la propria difesa «non ha assolutamente senso» se l’obiettivo dichiarato è arrivare alla pace. Il suo intervento si inserisce nel dibattito sulle conseguenze delle recenti decisioni statunitensi nei confronti di Mosca.
La stretta economica resta congelata
Trump ha comunicato al Congresso di aver sospeso, per ragioni legate all’interesse nazionale, l’applicazione del nuovo pacchetto di misure contro la Russia. Il provvedimento era stato firmato dallo stesso presidente appena un mese prima e la pausa è arrivata soltanto due giorni prima del termine previsto dalla legge per renderlo operativo.
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La normativa prende il nome dal senatore della Carolina del Sud Lindsey Graham, scomparso, e puntava ad accelerare il taglio delle risorse finanziarie che contribuiscono a sostenere lo sforzo bellico russo contro l’Ucraina. La decisione presidenziale ha provocato una reazione immediata di condanna da parte dei Democratici al Congresso.
Il nodo degli approvvigionamenti energetici
La sospensione delle sanzioni è stata annunciata una settimana dopo un’altra dichiarazione di Trump, secondo cui gli Stati Uniti avrebbero raggiunto un’intesa per acquistare diesel dalla Russia. L’obiettivo indicato dal presidente era contribuire alla riduzione dei prezzi dell’energia a livello mondiale.
Un eventuale accordo di questo tipo, tuttavia, potrebbe danneggiare la posizione dell’Ucraina nel conflitto. Le due scelte — il congelamento delle nuove misure economiche e l’ipotesi di acquistare carburante russo — hanno così riacceso il confronto sulle priorità della politica statunitense verso la guerra.
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