Russia, Trump frena la stretta: il nodo del diesel prima del voto
La Casa Bianca congela alcune misure contro Mosca per contenere il prezzo del carburante, ma lascia in vigore le sanzioni già adottate.
Il costo del diesel e le elezioni del 3 novembre spingono Donald Trump a rallentare, almeno temporaneamente, la nuova offensiva economica contro la Russia. A pochi giorni dall’entrata in vigore delle disposizioni, il presidente degli Stati Uniti ha sospeso una parte di dazi e sanzioni previsti dalla legge Lindsey Graham, sostenendo che l’esenzione risponde all’interesse nazionale.
La scelta arriva mentre l’amministrazione è chiamata a dimostrare di poter ridurre il prezzo dei carburanti. Il provvedimento non rappresenta però una cancellazione generale delle misure contro Mosca: le restrizioni già introdotte con precedenti ordini presidenziali restano operative.
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Il carburante pesa sulla decisione
La nuova legge era stata concepita per irrigidire la risposta americana all’invasione dell’Ucraina e per colpire le entrate russe legate all’energia. La sua applicazione avrebbe potuto rendere più complessi gli interventi dell’amministrazione sul mercato del diesel, proprio alla vigilia delle elezioni di metà mandato.
La sospensione è arrivata anche in un clima politico teso. Esponenti democratici e repubblicani hanno contestato l’allentamento delle limitazioni sul petrolio russo, avvertendo che la misura potrebbe assicurare a Mosca nuove risorse mentre il conflitto in Ucraina è ancora in corso.
Cosa resta davvero in vigore
L’ordine presidenziale esenta dai dazi alcune merci russe e congela le sanzioni rivolte a determinate persone e organizzazioni straniere. La deroga, prevista dalla Sezione 115 della legge Lindsey Graham, consente inoltre al presidente di sospendere specifici obblighi e restrizioni, a condizione di informare il Congresso.
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Trump ha dichiarato nell’atto di aver inviato ai parlamentari la certificazione richiesta e una relazione sulle ragioni della decisione: «Ho trasmesso al Congresso la certificazione sulla concessione di tale deroga, perché in questo momento è nell’interesse nazionale degli Stati Uniti». Le autorità americane continueranno a controllare gli acquisti di petrolio russo e i possibili tentativi di aggirare le sanzioni, mantenendo la possibilità di revocare l’esenzione.
La legge voluta da Graham
Il provvedimento prende il nome dal senatore repubblicano Lindsey Graham, scomparso a luglio, pochi giorni dopo un rientro da Kiev. La normativa, promulgata da Trump il mese scorso, aveva raccolto e ampliato diverse misure punitive contro la Russia.
L’ordine chiarisce però che la deroga riferita alla Sezione 102(d) non modifica le sanzioni applicate sulla base dei precedenti ordini esecutivi relativi ad attività estere considerate dannose per il governo russo. Restano quindi attive anche le misure contro i soggetti già inseriti negli elenchi americani delle persone e delle entità sanzionate.
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