Francia in fiamme, Trump attacca: Macron parlerà stasera
Nuove violenze a Parigi dopo le proteste contro il carovita: circa 2mila fermi, centinaia di agenti feriti e un intervento atteso del presidente francese.
Le proteste che da giorni attraversano la Francia sono sfociate in una nuova giornata di tensione. A Parigi, nelle vicinanze di Place de la République, si sono verificati altri scontri e saccheggi, mentre le forze dell’ordine hanno rafforzato la presenza con reparti antisommossa.
Il bilancio degli episodi di sabato 17 ottobre è pesante: circa 2mila persone sono state fermate in tutto il Paese e 855 soltanto nella capitale. Nel frattempo, la crisi francese è diventata anche un terreno di attacco politico internazionale, con Donald Trump e il vicepresidente statunitense J.D. Vance schierati contro le politiche sull’immigrazione.
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La piazza torna a incendiarsi
I giovani protagonisti delle manifestazioni sono tornati nelle strade dopo le violenze del giorno precedente. Le mobilitazioni erano nate per contestare l’aumento del costo della vita e le difficoltà economiche, ma in diverse città la protesta è stata accompagnata da aggressioni, danneggiamenti e incursioni nei negozi.
Secondo il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, oltre 600 tra agenti di polizia, gendarmi e vigili del fuoco hanno riportato ferite. Il dato, ha precisato il ministro, è ancora provvisorio. Nuñez ha attribuito gli episodi più gravi a migliaia di militanti dell’estrema sinistra, ai quali si sarebbero aggiunti gruppi di delinquenti responsabili dei saccheggi.
Trump accusa Parigi e l’Europa
La Casa Bianca ha interpretato le proteste in modo opposto rispetto alle rivendicazioni dei manifestanti. In un’intervista a Cbs News, J.D. Vance ha sostenuto che le mobilitazioni francesi non siano spiegabili soprattutto con il carovita o con il mondo dell’istruzione, ma con l’immigrazione e le difficoltà di integrazione.
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Poco dopo, Donald Trump ha rilanciato la stessa lettura sul proprio social network. «La Francia è in fiamme! L’immigrazione di persone provenienti da un mondo completamente diverso, persone che portano odio nei loro cuori, ha mandato in frantumi quello che un tempo era un grande Paese», ha scritto il presidente americano, chiedendo poi alle autorità francesi di «chiudere le frontiere e riprendere il controllo, prima che sia troppo tardi».
Macron prepara il messaggio alla nazione
Emmanuel Macron parlerà ai cittadini alle 20, in un intervento dedicato alle proteste e all’ondata di violenza. Prima del discorso, il presidente francese riunirà i ministri per una riunione di crisi all’Eliseo, con l’obiettivo di valutare la situazione e le prossime misure.
Per domani è stata annunciata anche una nuova riunione dell’unità di crisi interministeriale, presieduta dal primo ministro Sébastien Lecornu. L’esecutivo dovrà affrontare sia il tema della sicurezza sia le ragioni sociali che hanno portato migliaia di giovani a scendere in piazza.
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