Sanità, Ricciardi: disinformazione e tagli minacciano il Ssn
Il docente ha parlato a Napoli dei rischi per pazienti, anziani e operatori provocati dalla crisi del sistema sanitario nazionale
Le informazioni false in campo sanitario possono mettere a rischio la vita delle persone. Lo ha detto Walter Ricciardi, docente di Igiene e Medicina preventiva all’Università Cattolica del Sacro Cuore, intervenendo il 29 ottobre a Napoli all’Health Journalism Forum.
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Il rischio per il Servizio sanitario
Secondo Ricciardi, la tenuta del Servizio sanitario nazionale dipende dalla capacità di conciliare esigenze diverse: la politica punta al consenso, i dirigenti devono rispettare i bilanci, i professionisti chiedono di lavorare bene e i cittadini, quando stanno bene, cercano di contenere spese e tasse.
Quando però arrivano la malattia o la necessità di cure urgenti, le aspettative cambiano. Le persone chiedono prestazioni rapide, strutture vicine e accesso alle tecnologie più avanzate. Per Ricciardi, senza una guida capace di tenere insieme queste richieste il sistema rischia di restare con risorse insufficienti, personale demotivato e un numero crescente di operatori che scelgono di andarsene.
Il docente ha inoltre riferito che, per la prima volta, nel corso di quest’anno le dimissioni volontarie tra i medici hanno superato i pensionamenti. A suo giudizio, il dato rappresenta un segnale di forte pericolo per la sostenibilità del servizio.
Comunicazione contro le notizie false
Durante l’incontro, Ricciardi ha spiegato che la comunicazione pubblica non può essere considerata un’attività secondaria. Le amministrazioni dovrebbero organizzarla in modo stabile e collaborare con i mezzi di informazione, perché decisioni sanitarie basate su contenuti infondati possono produrre conseguenze gravissime.
"In ambito sanitario le fake news fanno veramente la differenza, molto spesso, tra la vita e la morte", ha affermato il docente. A suo avviso, la diffusione di notizie ingannevoli è alimentata da interessi politici, ideologici ed economici e costituisce un fenomeno difficile da contrastare.
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Ricciardi ha sostenuto che anche i cittadini devono assumere un ruolo più consapevole nella difesa del servizio pubblico. In altri Paesi, tra cui Spagna e Inghilterra, migliaia di persone sono scese in piazza per sostenerlo; in Italia, invece, iniziative analoghe non si sono affermate nemmeno quando medici e altri professionisti hanno chiesto mobilitazione.
Investimenti e invecchiamento
Nel suo intervento, il professore ha definito il Servizio sanitario nazionale, istituito nel 1978, una delle principali opere pubbliche realizzate dall’Italia. La sua tesi è che ridurre gli investimenti non produrrebbe soltanto conseguenze economiche e sociali, ma aggraverebbe anche i problemi dell’assistenza.
L’invecchiamento della popolazione renderebbe il disimpegno ancora più pesante, con il rischio di lasciare molte persone anziane sole e senza accesso ai servizi. Per questo, secondo Ricciardi, la difesa del sistema non può diventare una priorità soltanto quando un paziente trascorre giorni in un letto di pronto soccorso.
"Comunicare è importante quanto fare bene sanità", ha detto a Napoli, chiedendo alle istituzioni di considerare l’informazione come parte integrante dell’attività sanitaria e non come un elemento accessorio.
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