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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Luca Ward, le cure hanno raddrizzato la colonna della figlia

L’attore parla della sindrome di Marfan e dei suoi lavori tra doppiaggio, teatro e tutela della voce dall’intelligenza artificiale.

La figlia di Luca Ward convive con la sindrome di Marfan e, dopo le terapie seguite in Francia, oggi ha la colonna vertebrale dritta. L’attore ha raccontato il percorso medico e la rarità della malattia, definita da lui particolarmente dura.

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La tutela della voce

Nel corso dell’intervista, Ward ha spiegato di aver registrato la propria voce come marchio sonoro. La scelta nasce dalla necessità di difendersi dagli utilizzi non autorizzati legati all’intelligenza artificiale.

«Credo di essere stato il primo, purtroppo. E anche in ritardo, perché siamo molto in ritardo su questa roba qua», ha detto parlando della decisione. L’attore ha quindi richiamato l’attenzione sulla rapidità con cui le nuove tecnologie possono riprodurre una voce senza consenso.


Dante senza accento romano

Il tema della conversazione era partito dalla sua partecipazione a Dante Inferno – Immersive Exhibition, aperta il 22 ottobre a Città della Scienza, a Napoli. Nell’esposizione, costruita tra ologrammi, realtà virtuale e installazioni multimediali, Ward presta la voce a Dante Alighieri.

Per il personaggio ha scelto il proprio timbro naturale, eliminando soltanto l’inflessione romana. «Ho fatto la mia voce, senza modificare nulla, ispirandomi a quello che avevo fantasticato studiando da ragazzo la Divina Commedia», ha spiegato. La sua voce è già associata a diversi ruoli, tra cui Massimo Decimo Meridio ne Il Gladiatore.

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Il doppiaggio tra cinema e giochi

Ward ha parlato anche del lavoro nei videogiochi, che considera più impegnativo rispetto al doppiaggio cinematografico. In sala, ha osservato, l’attore può vedere il volto e la scena; nei videogiochi, invece, il procedimento presenta difficoltà diverse e spesso manca un riferimento visivo analogo.

L’attore ha citato Matrix come esempio del metodo tradizionale, nel quale il doppiatore segue le immagini e la recitazione dell’interprete sullo schermo. Nei videogiochi, la registrazione richiede invece un adattamento maggiore alle situazioni previste dal prodotto.


Lo spettacolo con il pubblico

Ward sta inoltre portando in tournée Oggi voglio essere me stesso, uno spettacolo dedicato agli episodi del mondo del doppiaggio. Il format alterna racconti e ironia sui colleghi e sulla professione, coinvolgendo direttamente gli spettatori.

Durante la serata, alcune persone possono provare a doppiare celebri personaggi del cinema. A disposizione ci sono filmati, microfoni e copioni, così il pubblico entra concretamente nella rappresentazione invece di limitarsi ad assistere.

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