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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Manovra, alla sanità 2,4 miliardi aggiuntivi contro i 6,8 richiesti

Nel 2027 sono previsti 146,3 miliardi, ma le nuove risorse sono 2,4 contro i 6,8 chiesti dalle Regioni

La manovra destina al Fondo sanitario nazionale 146,3 miliardi per il 2027, con una crescita di 3,4 miliardi. Regioni, medici e opposizioni giudicano però l’aumento troppo contenuto rispetto alle necessità del servizio pubblico.

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Le risorse contestate

Dei 3,4 miliardi in più, uno era già stato previsto nella precedente legge di bilancio. L’incremento aggiuntivo si ferma quindi a 2,4 miliardi, lontano dai 6,8 miliardi indicati dalle Regioni e dai 5,5 miliardi ritenuti necessari dal ministro della Salute Orazio Schillaci.

Il governo rivendica comunque stanziamenti record. Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia, ha respinto le accuse di aver privilegiato le spese militari rispetto alla sanità: “Chi afferma che abbiamo preferito investire nelle armi anziché nella sanità mente sapendo di mentire”. Secondo i dati citati dalla maggioranza, il Fondo è passato da circa 125,4 miliardi nel 2022 a quasi 143 miliardi nel 2026.


L’effetto dell’inflazione

L’aumento nominale non coincide però con una maggiore quota di ricchezza destinata alla sanità. L’incidenza sul Pil è scesa dal 6,27% del 2022 al 6,14% del 2026, mentre la Fondazione Gimbe calcola che, mantenendo invariata quella percentuale, tra il 2023 e il 2026 il sistema pubblico avrebbe ricevuto 18,8 miliardi aggiuntivi.

Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe, sostiene che con la nuova legge di bilancio “addirittura torniamo indietro”. A suo giudizio, il voucher da 300 euro non rientra nel Fondo sanitario, ma costituisce un sussidio separato. La misura vale 1,6 miliardi ed è rivolta agli ultrasettantacinquenni con pensioni fino a 28mila euro per prestazioni non garantite dal servizio pubblico.

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Medici e Regioni all’attacco

Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, riconosce l’entità dello stanziamento, ma ricorda che la categoria chiedeva assunzioni e retribuzioni avvicinate alla media europea. I 3,4 miliardi, osserva, serviranno soprattutto a compensare l’aumento dei costi energetici e lasceranno poco spazio alla riduzione delle liste d’attesa.

Anelli considera tuttavia possibile destinare il sostegno alle persone con minori disponibilità economiche, quando i tempi del servizio pubblico diventano troppo lunghi. Il timore espresso da Gimbe è invece che il provvedimento finanzi prestazioni private senza intervenire sulle cause delle attese.


Il fronte politico

Michele de Pascale, presidente dell’Emilia-Romagna, ha invitato anche i governatori di centrodestra a una mobilitazione comune. A suo parere, i voucher rischiano di indebolire l’universalità dell’assistenza e di accentuare le differenze territoriali, alimentando un confronto tra Nord e Sud per la distribuzione di fondi ritenuti insufficienti.

Le opposizioni, dal Movimento 5 Stelle a Italia Viva, da Alleanza Verdi e Sinistra al Partito democratico, contestano la scelta del governo. Beatrice Lorenzin ha osservato che un bonus non permette di assumere infermieri né di seguire i malati cronici. Marina Sereni ha aggiunto che le somme previste non coprirebbero rinnovi contrattuali, rincari energetici e farmaci innovativi, accusando l’esecutivo di favorire la sanità privata a scapito del Servizio sanitario nazionale.

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