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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Banche e fondazioni contestano i prelievi della manovra

Patuelli teme nuovi costi per gli istituti, Azzone calcola fino a 70 milioni per gli enti filantropici

Banche e fondazioni hanno criticato le misure fiscali annunciate per la prossima Legge di Bilancio.

Il presidente dell’Acri Giovanni Azzone ha definito politica la decisione relativa agli istituti di credito: «Sulle banche è una scelta politica e il governo se ne assume la piena responsabilità». La sua valutazione riguarda anche il metodo con cui sono state comunicate le misure, in attesa che il testo venga depositato in Parlamento.

Azzone ha inoltre fatto sapere che l’Acri sospenderà un programma triennale del valore di 100 milioni di euro. La decisione è legata all’impatto che il prelievo avrebbe sulle risorse destinate agli interventi sociali.

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Le stime dell’Acri

Secondo il presidente dell’associazione delle fondazioni di origine bancaria, il conto sarebbe superiore a quello indicato dal governo. Tra l’aumento dell’Ires e la riduzione delle deduzioni, la stima dell’Acri oscilla tra 65 e 70 milioni di euro, contro i circa 40 milioni citati dal vicepresidente del Consiglio.

Azzone ha spiegato che la conseguenza non sarebbe limitata ai bilanci degli enti. «Questo non è un prelievo sulle fondazioni, ma sulle persone con fragilità sociali: rinunciare a queste risorse significa non poter recuperare 20mila Neet o dover bloccare progetti per 2mila persone con disabilità», ha dichiarato.

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I timori degli istituti

Anche Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, ha espresso preoccupazione per l’aumento della pressione fiscale prospettato per le banche. A suo giudizio, dalle indicazioni arrivate dai rappresentanti del governo emergerebbe un ulteriore aggravio sull’Ires e un incremento ancora più pesante dell’Irap, già cresciuta del 3,5% lo scorso anno.

Patuelli ha parlato di un «mosaico preoccupante» e ha avvertito che i maggiori costi finirebbero per riflettersi sui bilanci degli istituti e sugli azionisti, indipendentemente dall’andamento dell’economia. Il presidente dell’Abi ha però precisato che una valutazione definitiva sarà possibile soltanto dopo la pubblicazione formale del provvedimento.


Il confronto sul Risparmio

Le prese di posizione sono arrivate durante la 102ª Giornata Mondiale del Risparmio, appuntamento nel quale il settore bancario e quello filantropico hanno esaminato le ipotesi fiscali legate alla prossima manovra.

Le fondazioni contestano in particolare il ridimensionamento delle risorse disponibili per i progetti sociali, mentre gli istituti di credito attendono di conoscere la versione ufficiale delle norme prima di definire l’impatto complessivo sui propri conti.

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