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Attualità 3 min di lettura2 ore fa

Giorgetti alle banche: ora sostenete il risanamento dei conti

Patuelli critica l’aumento di Ires e Irap, il ministro giudica gli oneri sostenibili per gli istituti

Il governo ha confermato l’aumento del prelievo fiscale sulle banche previsto dalla manovra.

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La posizione dell’Abi

Antonio Patuelli ha difeso il contributo del settore all’economia, sostenendo che gli istituti non abbiano alimentato la crescita dei prezzi. «Le banche non sono nella graduatoria dei fattori che contribuiscono all'inflazione», ha detto durante la Giornata del risparmio.

Secondo il presidente dell’Abi, ai servizi bancari dovrebbe essere riconosciuto il fatto di non aver aggravato la corsa dei prezzi che ha inciso sui bilanci di famiglie e imprese. La posizione rafforza la contrarietà dell’associazione all’ipotesi di utilizzare il comparto come principale fonte di nuove entrate.


Rendimenti e rischi per gli istituti

Patuelli ha inoltre richiamato la necessità di cautela sui mercati finanziari. L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, ha spiegato, porta le banche a subire minusvalenze sui portafogli, pur continuando ad acquistare debito pubblico.

Il presidente dell’Abi ha ricordato che le autorità di vigilanza chiedono di evitare squilibri e ha descritto la fase come caratterizzata da forte volatilità. Per questo, a suo giudizio, le nuove misure fiscali richiederebbero una valutazione più attenta.


Il confronto sulla manovra

Dal palco dell’iniziativa, Patuelli ha definito preoccupante l’insieme degli interventi annunciati dall’esecutivo. L’inasprimento dell’Ires e soprattutto dell’Irap, ha osservato, aumenterebbe il carico tributario anche in assenza di utili e finirebbe per pesare sugli azionisti.

Il presidente dell’Abi ha ricordato che gli istituti italiani sono società private con milioni di investitori, comprese le fondazioni bancarie. Giovanni Azzone, alla guida dell’Acri, ha condiviso l’allarme, indicando nelle fondazioni i soggetti potenzialmente più esposti rispetto agli investitori internazionali.

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Il richiamo alle crisi bancarie

Patuelli ha chiesto che il Parlamento valuti nuovamente le disposizioni prima dell’approvazione definitiva della legge di bilancio. Nel suo intervento ha anche rievocato le crisi del settore degli anni passati, ancora presenti nella memoria di molti partecipanti.

A sostegno del suo appello ha citato il costo del risanamento della Popolare di Bari, pari a 1,1 miliardi. Il riferimento è stato utilizzato per ribadire la necessità di non introdurre ulteriori pressioni su un comparto che, secondo l’Abi, deve mantenere solidità e capacità di intervento.


La replica di Giorgetti

Giancarlo Giorgetti ha difeso la scelta dell’esecutivo e ha sostenuto che il sistema finanziario debba partecipare al risanamento dei conti pubblici. Il ministro dell’Economia ha definito rilevanti gli oneri richiesti, ma li ha considerati compatibili con la capacità degli istituti di assorbirli senza effetti negativi.

«Lo Stato ha aiutato il sistema bancario con garanzie e Gacs, ora il sistema bancario ha il dovere di aiutare lo Stato nell'ultimo miglio decisivo», ha affermato Giorgetti. Il ministro ha collegato il contributo richiesto ai benefici ottenuti dalle banche grazie all’aumento dei margini negli ultimi anni.


Il messaggio sulla collaborazione

Rivolgendosi direttamente a Patuelli, Giorgetti ha respinto l’idea di un contrasto tra interessi pubblici e interessi degli istituti. «Più volte in queste settimane ho parlato di una barca da proteggere in caso di burrasca. Caro Patuelli, siamo sulla stessa barca».

Il presidente dell’Abi, però, ha ribadito la richiesta di prudenza sulla pressione fiscale. Il confronto tra governo e settore creditizio resta quindi aperto proprio sul peso di Ires e Irap e sugli effetti che le nuove regole avranno su banche, azionisti e fondazioni.

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