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Attualità 4 min di lettura4 ore fa

Sanità e territori: la sfida dell’economia che fa bene

A Firenze il Festival Nazionale di Economia Civile ha messo in relazione salute, coesione sociale, cooperazione e sviluppo delle aree interne.

La crescita economica non può essere misurata soltanto attraverso il Pil: al Festival Nazionale di Economia Civile di Firenze il confronto si è concentrato sulla qualità della vita, sulla salute e sulla capacità delle comunità di affrontare insieme le proprie fragilità. Nella seconda giornata, amministratori, rappresentanti delle istituzioni ed esponenti del mondo cooperativo hanno discusso di sostenibilità, aree interne e servizi essenziali.


La salute misura la coesione

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha anticipato alcuni elementi del Rapporto nazionale sul Razionamento Sanitario 2026 e dei successivi approfondimenti regionali. Il servizio sanitario, ha ricordato, si fonda su universalità, uguaglianza ed equità, principi che devono diventare la possibilità concreta di ricevere cure adeguate senza differenze legate al reddito o al luogo di residenza.

Schillaci ha indicato tra le questioni più urgenti l’invecchiamento della popolazione, la non autosufficienza, la scarsità di alcune professionalità, gli squilibri territoriali e la necessità di garantire prestazioni rapide e appropriate. Le risorse per la sanità sono aumentate nel tempo, ma secondo il ministro servono anche programmazione e un impiego più efficace dei fondi disponibili: “Un sistema sanitario universalistico è un fattore di coesione sociale”, ha affermato.

Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio superiore di sanità, ha sostenuto che il sistema debba cambiare impostazione rispetto a vent’anni fa, puntando maggiormente sulla prevenzione e sulla gestione della salute fuori dagli ospedali. Non bastano i medici, ha aggiunto, perché il funzionamento della sanità dipende anche da infermieri e dalle altre figure professionali.

Marco Marcocci, vicepresidente nazionale di Confcooperative con delega al welfare, ha invece richiamato l’esigenza di coordinare una rete composta da soggetti diversi, attivi in ambiti complementari. Una collaborazione più strutturata, ha spiegato, potrebbe evitare sprechi e consentire di recuperare risorse oggi utilizzate in modo inefficiente.


Le aree interne al centro europeo

Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le riforme, Raffaele Fitto, ha collegato il tema dell’economia civile al rilancio dei territori. Particolare attenzione è stata dedicata alle zone rurali e alle aree interne, per le quali Bruxelles sta preparando una strategia che sarà presentata a gennaio.

Il programma europeo, secondo Fitto, sarà rivolto soprattutto alle nuove generazioni e al diritto di restare nei luoghi d’origine. Il documento dovrebbe contribuire alle decisioni legate al nuovo piano nazionale e regionale di partenariato e alla definizione del prossimo bilancio.

Anche la sindaca di Firenze Sara Funaro ha insistito sul ruolo delle amministrazioni locali. L’obiettivo, ha spiegato, non deve essere inseguire il consenso, ma adottare politiche calibrate sulle diverse esigenze dei cittadini e capaci di mettere in rete le istituzioni. Il Comune sta lavorando a un appuntamento che dovrebbe coinvolgere 100 sindaci italiani e mediterranei per sviluppare iniziative comuni sulla sostenibilità ambientale.


Cooperazione, ricchezza e comunità

Per Augusto dell’Erba, presidente di Federcasse-BCC, l’economia più utile nasce dai territori e dalla collaborazione. Il mondo cooperativo, ha osservato, rappresenta una parte importante dell’economia sociale e può contribuire a trasformare una fase complessa in risultati concreti, creando valore, ricchezza e risparmio.

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Nel confronto sull’economia sociale è intervenuta anche Lucia Albano, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ha indicato associazioni, cooperative, realtà sportive e culturali come presenze spesso poco visibili ma decisive per il bene comune, sottolineando l’importanza della progettazione responsabile e della valutazione dell’impatto economico e sociale.

Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, ha posto al centro il ruolo delle persone e delle riserve destinate alle generazioni future. A suo giudizio, la cooperazione può offrire risposte nei settori agricolo, bancario, lavorativo e assistenziale, soprattutto nelle aree marginali che faticano a seguire il ritmo dello sviluppo.

Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha fornito i numeri del comparto: in Italia operano oltre 428.000 organizzazioni dell’economia sociale, con più di 1,8 milioni di addetti e oltre 4,6 milioni di volontari. Dati che, secondo la viceministra, confermano che non si tratta di un ambito secondario e che il governo intende renderlo una componente stabile del modello di sviluppo nazionale.


Il messaggio partito da Firenze

Il festival, ospitato a Palazzo Vecchio nella Sala dei Cinquecento, ha scelto per l’ottava edizione il tema “EUconomia. L’Economia che fa bene. Il rumore della foresta che cresce”. L’immagine richiama l’idea di una trasformazione graduale, alimentata da esperienze territoriali, cooperazione e relazioni tra soggetti diversi.

Leonardo Becchetti, direttore del Festival Nazionale di Economia Civile, ha spiegato che la principale difficoltà culturale consiste nel considerare la vita come una competizione in cui il guadagno di qualcuno equivale necessariamente alla perdita di qualcun altro. L’economia sociale, al contrario, si fonda sulla possibilità di produrre vantaggi condivisi attraverso la collaborazione e lo sviluppo dell’intelligenza relazionale.

La giornata si è inserita in un programma iniziato la sera precedente con l’interpretazione di Lella Costa dello spettacolo “Madri della Repubblica”, curato dalla Fondazione MUS.E per gli 80 anni dell’Assemblea Costituente. Il lavoro prende spunto anche dal volume “Costituzione e democrazia. La lezione di tre madri della Repubblica”, dedicato a Tina Anselmi, Nilde Iotti e Lina Merlin.

Il Festival nasce da un’idea di Federcasse, l’associazione nazionale delle banche di credito cooperativo, delle casse rurali e delle casse Raiffeisen. La manifestazione è promossa insieme a Confcooperative e organizzata e progettata con NeXt – Nuova Economia per Tutti, con il contributo di Fondosviluppo e Assimoco.

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