Sanità, 560 euro lordi in più: il contratto dei medici alla stretta finale
La firma dell’intesa dovrebbe arrivare oggi senza voti contrari, secondo le indicazioni della vigilia.
La firma dell’intesa dovrebbe arrivare oggi senza voti contrari, secondo le indicazioni della vigilia. Nel frattempo, per il rinnovo dei dirigenti pubblici, il prossimo dossier a entrare nel vivo è quello delle Funzioni locali, il cui atto di indirizzo ha ormai raggiunto la versione definitiva.
L’orientamento unitario si inserisce in una fase nella quale la Cgil è tornata a sottoscrivere quasi tutti gli accordi della tornata negoziale, dopo la mancata firma sul contratto relativo al periodo 2022/24. L’intesa riguarda 137.871 dirigenti della sanità, in prevalenza medici.
Più tutele e nuove regole economiche
Tra gli elementi di maggiore rilievo figura il rafforzamento delle retribuzioni di posizione. Il contratto dovrebbe collegarne la crescita all’esperienza maturata dal terzo anno di servizio, a condizione che la valutazione ricevuta non sia negativa.
Le somme rimaste inutilizzate nei fondi destinati alla contrattazione integrativa potranno inoltre sostenere iniziative di benessere aziendale. L’obiettivo è ampliare uno strumento sempre più presente nelle trattative, pur all’interno dei limiti fissati dalle regole generali di finanza pubblica.
Un’altra parte dell’accordo interviene sulle garanzie per i dirigenti sanitari aggrediti durante il lavoro. Sono previste forme di sostegno psicologico e assistenza legale, seguendo una soluzione già introdotta nel contratto degli infermieri.
Il testo affronta anche il pagamento delle indennità durante le ferie, questione diventata comune a molti comparti pubblici dopo le decisioni giudiziarie che hanno contestato le precedenti limitazioni. Per superare definitivamente il contenzioso potrebbe tuttavia servire una legge specifica: un tentativo in questa direzione non è andato a buon fine durante la conversione dell’ultimo decreto sulla pubblica amministrazione.
L’aumento medio non sarà immediato
A regime, il rinnovo mobilita 968,14 milioni di euro e porta a un incremento medio lordo di circa 560 euro mensili. Di questa cifra, 393 euro derivano dalle risorse contrattuali ordinarie e riflettono l’aumento del 5,4% riconosciuto al pubblico impiego.
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La quota restante, pari a 167 euro medi, dipenderà invece dalle risorse aggiuntive destinate alle indennità. Per questo motivo l’impatto effettivo potrà variare da una busta paga all’altra, in base alla posizione e alle condizioni individuali.
Come previsto per i rinnovi del periodo 2025/27, l’incremento sarà distribuito nel tempo. L’ultima tranche, equivalente al 33% dell’aumento complessivo, diventerà operativa dal 1° gennaio 2027: gli importi non saranno quindi tutti disponibili fin dal primo pagamento successivo alla firma.
Il contratto contiene inoltre una disciplina più dettagliata per la determinazione delle tariffe dell’attività libero-professionale intramoenia. Le nuove disposizioni sono collocate nella parte conclusiva del testo sottoposto all’approvazione definitiva.
Una trattativa chiusa in pochi mesi
Il negoziato formale era partito il 29 aprile e, considerando la sospensione estiva, si è sviluppato in poco più di quattro mesi. I tempi risultano particolarmente rapidi rispetto alla lunga tradizione dei rinnovi nel pubblico impiego.
La procedura è stata più veloce soltanto nel caso dell’accordo per infermieri e altro personale del comparto, sottoscritto il 29 luglio dopo circa tre mesi di confronto presso l’Aran, l’agenzia negoziale guidata da Antonio Naddeo.
La conclusione dell’attuale percorso arriva inoltre a poco più di sette mesi dalla sottoscrizione definitiva del precedente contratto, avvenuta il 27 febbraio all’Aran. Salvo cambiamenti dell’ultima ora, il nuovo accordo per la dirigenza sanitaria sarà dunque il primo rinnovo 2025/27 di un’area della pubblica amministrazione a essere formalizzato.
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