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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

India, scatta la stretta sui tassi: cosa segnala la banca centrale

Il costo del denaro sale al 5,5% dopo il primo intervento dal 2023, mentre l’istituto lascia aperta la porta a nuove mosse

L’inflazione torna a condizionare le scelte della politica monetaria indiana. La Reserve Bank of India ha deciso di aumentare di 25 punti base il proprio tasso di riferimento, portandolo al 5,5%.

La decisione è stata comunicata mercoledì mattina a New Delhi e rappresenta il primo rialzo deciso dall’istituto centrale dal 2023. L’intervento inserisce l’India nel gruppo delle principali banche centrali impegnate a contrastare le pressioni sui prezzi.


La banca centrale cambia direzione

Oltre all’aumento del costo del denaro, la Reserve Bank of India ha modificato il proprio orientamento per i prossimi mesi. Dalla posizione definita “neutrale” è passata a una linea di maggiore restrizione monetaria, segnalando che il ciclo dei rialzi potrebbe non essersi ancora concluso.

Il cambio di impostazione riflette le preoccupazioni legate all’andamento dell’inflazione nella terza economia dell’Asia. L’istituto non ha però indicato un calendario preciso per eventuali nuove decisioni sui tassi.

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Nuovi rialzi legati ai dati

Il governatore Sanjay Malhotra ha chiarito che ogni ulteriore intervento sarà valutato sulla base dell’evoluzione effettiva dei prezzi e della crescita economica. La banca centrale, quindi, manterrà un approccio legato ai dati prima di procedere con altre strette.

Restano così aperte entrambe le possibilità: ulteriori aumenti qualora le pressioni inflazionistiche persistessero, oppure una pausa nel caso in cui l’economia mostrasse segnali di rallentamento. Per ora, la soglia del 5,5% rappresenta il nuovo livello di riferimento per il costo del denaro in India.

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