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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Imprese, più tempo per investire: il piano tra bonus e contributi digitali

Il ministero delle Imprese valuta il prolungamento dell’iperammortamento e un sostegno all’intelligenza artificiale, ma ogni misura dipenderà dalle risorse disponibili.

Il possibile prolungamento degli incentivi per gli investimenti industriali si inserisce in una manovra ancora condizionata dalla ricerca delle coperture. Tra le ipotesi sul tavolo figurano un anno aggiuntivo per completare i progetti agevolati e un nuovo contributo per la trasformazione digitale delle imprese più piccole.

A dettare la linea resta la cautela chiesta dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, anche alla luce del Documento programmatico di finanza pubblica trasmesso alle Camere. Le risorse dovranno infatti sostenere anche altre misure, tra cui il taglio dell’Irpef per il ceto medio, l’aliquota agevolata sugli incrementi salariali dei giovani, l’adeguamento delle pensioni e il rafforzamento degli organici nella sanità.


L’iperammortamento cerca un altro anno

Il ministero delle Imprese e del made in Italy, guidato da Adolfo Urso, considera prioritaria la prosecuzione del piano Transizione 5.0. La proposta prevede di spostare dal 30 settembre 2028 al 30 settembre 2029 la scadenza entro cui terminare gli investimenti sostenuti dall’iperammortamento.

La richiesta è già stata sottoposta al ministero dell’Economia. L’obiettivo è offrire alle aziende un periodo più ampio per programmare gli interventi, anche perché il piano è diventato operativo soltanto lo scorso giugno, con circa sei mesi di ritardo rispetto alle attese.


Fondi disponibili e nuove misure

La proroga non comporterebbe necessariamente un rifinanziamento. Le imprese hanno annunciato investimenti per oltre 6 miliardi di euro, ma le risorse pubbliche finora utilizzate rappresentano poco meno di un quarto dello stanziamento complessivo. Secondo le valutazioni del Mimit, dopo l’elevato numero di domande iniziali la richiesta potrebbe stabilizzarsi, lasciando margini anche per un’estensione dei termini.

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Tra le altre proposte compare un contributo per programmi e servizi legati all’intelligenza artificiale, rivolto a microimprese e piccole e medie imprese impegnate nella digitalizzazione. Il pacchetto comprende inoltre un fondo per sviluppare una filiera nazionale della robotica umanoide attraverso gli Accordi per l’innovazione, il rifinanziamento dei contratti di sviluppo e della Nuova Sabatini.


Il resto del pacchetto resta in bilico

Nel quadro degli interventi esaminati rientra anche la conferma, per il 2026, del bonus destinato all’acquisto di elettrodomestici. Il Mimit punta inoltre a recuperare circa 200 milioni di euro per il Fondo destinato al settore automobilistico, somma ridotta lo scorso maggio per finanziare il decreto sui carburanti.

Su questo ripristino il ministero delle Imprese avrebbe già ottenuto un impegno da parte dell’Economia. Tuttavia, il numero delle proposte è superiore a quello che la manovra potrebbe sostenere: sarà quindi necessario stabilire quali interventi finanziare, in base all’effettiva disponibilità delle coperture.

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