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Attualità 2 min di lettura46 min fa

Affitti, scatta il bonus per separati: fino a 6mila euro l’anno

Dal 7 ottobre è possibile chiedere il sostegno abitativo destinato a genitori separati o divorziati con figli a carico e reddito entro 35mila euro.

Da martedì 7 ottobre, alle ore 12, i genitori separati o divorziati potranno presentare la richiesta per ottenere un aiuto sull’affitto. Il Ministero delle Infrastrutture ha attivato la piattaforma online per accedere al contributo destinato a chi non vive più nell’abitazione familiare di proprietà e ha figli fiscalmente a carico fino ai 21 anni.

La misura dispone complessivamente di 20 milioni di euro ed è stata introdotta con l’ultima legge di bilancio. Il sostegno non sarà riconosciuto automaticamente: le richieste verranno esaminate attraverso una graduatoria, sulla base dei requisiti previsti dal bando.


Il contributo copre metà dell’affitto

L’importo spettante corrisponde al 50% del canone versato dal genitore, ma non potrà superare 6mila euro nell’arco di un anno. Il limite equivale a un massimo di 500 euro al mese.

Per accedere all’agevolazione sarà necessario avere dichiarato un reddito non superiore a 35mila euro. Un aspetto particolare della misura riguarda il criterio economico: il calcolo non sarà effettuato utilizzando l’Isee, come accade invece per molti altri interventi di sostegno.


Requisiti severi per fare domanda

Oltre alla condizione di separazione o divorzio, il richiedente dovrà avere un contratto di locazione intestato a suo nome. Non potrà inoltre possedere immobili nel Comune in cui si trova l’abitazione familiare né nei Comuni confinanti situati entro 50 chilometri.

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Tra le condizioni richieste figura anche il rispetto degli obblighi di cura e mantenimento dei figli. Il beneficio, quindi, è rivolto a chi si trova a sostenere una spesa abitativa autonoma senza disporre di un’altra casa di proprietà nell’area indicata dal bando.


La graduatoria decide le priorità

Le risorse verranno distribuite alle Regioni tenendo conto del numero medio di genitori separati o divorziati, del reddito medio regionale e della quota di Comuni sottoposti a tensione abitativa. Il primo parametro avrà il peso maggiore; sulla base dell’incrocio dei tre elementi, Lombardia, Lazio e Campania risultano tra i territori destinati a ricevere le assegnazioni più consistenti.

Nella formazione della graduatoria saranno favoriti i nuclei con un numero maggiore di figli sotto i 21 anni a carico. Avranno inoltre precedenza le persone con disabilità o con figli disabili, chi si trova in una situazione di disoccupazione involontaria e i residenti nei Comuni ad alta tensione abitativa.

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