14.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

BND, la talpa e duemila dossier: l’ombra che scuote Berlino

L’ex vertice dei servizi esteri tedeschi August Hanning è accusato di aver usato documenti riservati ottenuti da un collaboratore per attività di consulenza e contatti con apparati stranieri.

Il caso riapre una ferita mai rimarginata per il Bundesnachrichtendienst, segnato da una lunga serie di infiltrazioni e fughe di informazioni. Proprio questa storia avrebbe spinto diversi servizi occidentali a condividere con maggiore cautela i propri dati sensibili con l’agenzia tedesca.

Nel 2022 era finito in manette anche Carsten L., già dirigente di un dipartimento del Bnd, con l’accusa di aver passato informazioni alla Russia. L’ex funzionario, attualmente sotto processo, ha respinto ogni contestazione.


Uno scandalo nel momento più delicato

L’inchiesta arriva mentre il governo guidato da Friedrich Merz si preparava a rafforzare il ruolo operativo del Bnd. Il progetto prevedeva maggiori margini per contrastare Mosca attraverso azioni di sabotaggio, operazioni informatiche offensive e attività clandestine più incisive.

In questo quadro, l’arresto di August Hanning, 80 anni, assume un peso particolare. L’ex presidente dell’agenzia, fermato martedì mattina, deve rispondere di spionaggio e tentato tradimento; per la procura federale, il caso potrebbe diventare uno dei più gravi episodi di compromissione della sicurezza nazionale tedesca dalla fine della Guerra Fredda.


Il canale interno dei documenti

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il rapporto tra Hanning e Manfred D. sarebbe cominciato nella primavera del 2010. L’ex collaboratore avrebbe garantito all’ex capo dei servizi un rifornimento costante di materiale interno, ricevendo denaro in cambio.

Manfred D. avrebbe avuto una posizione ideale per procurarsi quelle carte: per anni è stato responsabile dell’ufficio di vari presidenti del Bnd e ha mantenuto l’incarico fino al pensionamento, avvenuto nel marzo 2026. Grazie a quel ruolo poteva consultare numerosi documenti classificati senza destare particolari sospetti. Anche lui è accusato di aver agevolato un tentativo di tradimento e attività di spionaggio a vantaggio di una potenza straniera.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Duemila atti finiti nella consulenza

Nel corso di dodici anni, Hanning avrebbe ricevuto più di duemila documenti, molti dei quali sottoposti ai livelli più elevati di segretezza. Dopo l’uscita dal Bundesnachrichtendienst, l’ex dirigente aveva avviato un’attività privata di consulenza, nella quale avrebbe impiegato parte delle informazioni ottenute.

Almeno uno dei materiali sarebbe confluito in un’analisi preparata per un dipendente di un servizio segreto estero. Gli inquirenti non hanno indicato il Paese coinvolto e, allo stato attuale, non ritengono che si tratti di Russia o Cina.


Contatti politici oltreconfine

L’accusa riguarda anche un rapporto durato diversi anni con un esponente di un altro apparato straniero. In quel contesto, Hanning avrebbe trasmesso informazioni di natura politica, mentre il suo ruolo di consulente gli consentiva di valorizzare i dati raccolti attraverso il canale interno al Bnd.

Prima di dedicarsi alla consulenza, Hanning aveva ricoperto incarichi istituzionali di rilievo, tra cui quello di segretario di Stato presso il ministero federale dell’Interno. Le autorità devono ora chiarire la destinazione dei documenti, la natura dei rapporti con i clienti privati e l’eventuale portata dei contatti con i servizi stranieri.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere