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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Salute mentale, 17.900 risarcimenti e un dato che scuote il lavoro

Quasi metà dei lavoratori australiani rinuncerebbe a parte dello stipendio pur di avere condizioni professionali più attente al benessere psicologico.

Le condizioni legate alla salute mentale rappresentano il 12% delle richieste di risarcimento per danni gravi registrate in Australia. Secondo i dati più recenti di Safe Work Australia, il fenomeno riguarda complessivamente 17.900 casi.

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Carichi di lavoro ancora sotto esame

Il tema coinvolge anche l’organizzazione quotidiana delle imprese. Tra gli 831 dirigenti interpellati da Eml, appena il 56% ha giudicato sostenibili nel lungo periodo i carichi di lavoro presenti nella propria realtà.

Il dato suggerisce una distanza tra le esigenze di produttività e la percezione della tenuta dei dipendenti, senza però indicare come siano distribuite le responsabilità nei diversi settori analizzati. L’indagine ha infatti raccolto opinioni da lavoratori e responsabili appartenenti ad ambiti professionali differenti.


Il silenzio pesa sulle assenze

Nell’arco dei dodici mesi precedenti, il 40% degli occupati coinvolti ha utilizzato almeno una giornata di malattia per ragioni legate al benessere mentale. Soltanto un lavoratore su quattro, tra quelli assenti, ha spiegato ai propri superiori la reale motivazione.

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La difficoltà nel parlarne emerge anche da un altro risultato: il 45% degli intervistati ha affermato di non sentirsi tranquillo all’idea di comunicare al datore di lavoro l’esistenza di un problema di salute mentale. Il timore di conseguenze professionali sembra dunque accompagnare una parte significativa delle assenze.


Quasi metà accetterebbe meno paga

Di fronte alla possibilità di svolgere mansioni in un ambiente più favorevole all’equilibrio psicologico, il 46% degli australiani dichiarerebbe di essere pronto ad accettare una riduzione dello stipendio. La percentuale arriva da un sondaggio realizzato da Safe Work Australia su 4.000 lavoratori di comparti diversi.

Il risultato mette in evidenza quanto il benessere sul posto di lavoro venga considerato un elemento concreto, al punto da poter compensare, per molti intervistati, una parte della retribuzione. I dati sulle assenze, sulla riservatezza e sulla sostenibilità dei carichi delineano così una richiesta di maggiore attenzione alle condizioni psicologiche negli ambienti professionali.

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