Milano, piazze mobili e 500 militari: la protesta cambia bersaglio
Il Movimento 17 ottobre rinuncia ai luoghi annunciati e svelerà i nuovi concentramenti soltanto poco prima dell’ora fissata, mentre cresce il dispositivo di sicurezza.
La protesta contro il carovita cambia all’ultimo momento il proprio schema: a Milano il Movimento 17 ottobre non utilizzerà più piazza Duomo come punto di ritrovo e comunicherà soltanto alle 14.30 i tre nuovi concentramenti. La manifestazione resta quindi confermata, ma senza un luogo prestabilito che possa essere presidiato in anticipo.
La decisione arriva mentre il capoluogo lombardo si prepara a una giornata ad alta attenzione, con 500 militari aggiuntivi e un imponente schieramento delle forze dell’ordine. L’obiettivo dichiarato delle autorità è prevenire nuovi disordini dopo le devastazioni e i saccheggi del fine settimana precedente.
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Il movimento sposta il corteo
Il gruppo ha spiegato che l’annullamento degli appuntamenti iniziali non equivale alla rinuncia alla mobilitazione. I partecipanti dovranno organizzarsi in gruppi e raggiungere il punto più vicino tra quelli che saranno indicati alle 14.30; alle 15.30, invece, i tre cortei dovrebbero confluire in un’unica piazza.
«Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeranno con i blindati», si legge nel messaggio diffuso dal Movimento 17 ottobre, che rivendica una modalità di organizzazione mobile e non concentrata in un unico spazio. La scelta, secondo il movimento, serve a evitare che i manifestanti diventino un bersaglio facilmente individuabile e a sottrarsi a eventuali aree delimitate dalle forze di sicurezza.
Nel comunicato viene anche chiesto ai partecipanti di non recarsi nei luoghi resi noti in precedenza, tra cui piazza Duomo a Milano e piazza Nettuno a Bologna. Il nuovo meccanismo punta su gruppi autonomi, spostamenti ravvicinati e comunicazioni diffuse soltanto poco prima dell’inizio delle iniziative.
Blindati e controlli nel centro
Nel frattempo, il centro di Milano è stato rafforzato con carabinieri, polizia e militari dell’Esercito. I cinque mezzi blindati Lince sono stati collocati davanti a Palazzo Reale, mentre i parà presidiano piazza Duomo, la Galleria e corso Vittorio Emanuele II.
Le stazioni cittadine saranno osservate con particolare attenzione per intercettare l’arrivo di manifestanti provenienti da altre località lombarde. I controlli riguarderanno anche le aree politiche, i luoghi simbolici e le zone commerciali del centro, con verifiche sui documenti e pattugliamenti preventivi.
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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riferito che il dispositivo è stato rafforzato non soltanto a Milano, ma anche nelle altre città dove sono state annunciate iniziative, a partire da Roma. Le attività di monitoraggio delle piattaforme utilizzate per coordinare spostamenti improvvisi sono state intensificate dopo il cambio di programma comunicato dal movimento.
Roma prepara un dispositivo esteso
Nella capitale sono previste due manifestazioni regolarmente annunciate, oltre ad altre possibili mobilitazioni collegate al Movimento 17 ottobre. Il piano è stato definito durante un tavolo tecnico guidato dal questore Roberto Massucci e prevede una presenza capillare nel centro storico, lungo le vie di accesso dalla periferia e nella rete metropolitana.
La strategia comprende controlli anche preventivi e una sorveglianza specifica dei luoghi di aggregazione. L’attenzione è rivolta inoltre alla possibile presenza di infiltrati nei cortei e a eventuali mobilitazioni contrapposte organizzate negli ambienti delle tifoserie.
Per la giornata saranno impiegati più di mille operatori. La polizia ferroviaria controllerà i principali scali, mentre carabinieri e reparti della questura collaboreranno nel presidio delle strade; dall’alto opereranno droni, elicotteri della Polizia e velivoli dell’Arma. La questura ribadisce che il diritto di manifestare sarà tutelato, ma entro i limiti fissati dalla legge e nel rispetto degli altri cittadini.
Negozi aperti, chiusura anticipata
A Milano anche le attività commerciali stanno valutando le contromisure. La Rinascente ha previsto la chiusura alle 15, mentre i negozi del centro e le boutique del Quadrilatero della moda decideranno autonomamente se modificare gli orari o proteggere le vetrine.
Alcuni esercizi hanno già predisposto pannelli di protezione, ma l’invito del sindaco Giuseppe Sala a non alimentare una chiusura generalizzata sembra essere stato accolto. L’attenzione resta comunque alta per tutta la mattinata, soprattutto nel caso in cui gruppi o presidi tentassero di dirigersi verso il centro.
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