Milano, proteste senza piazze fisse: negozi aperti e allerta massima
Il Movimento 17 ottobre cambia il piano dei cortei per evitare i presidi delle forze dell’ordine, mentre a Milano e Roma scatta un dispositivo straordinario di sicurezza.
A Milano i commercianti del centro hanno scelto di non abbassare le saracinesche nonostante la tensione attorno alle manifestazioni annunciate per sabato 24 ottobre. «Siamo tutti in allerta, ma le nostre saracinesche restano su. Noi non cediamo alla paura», ha spiegato Luigi Ferrario, presidente di Real Baires, l’associazione dei negozianti di corso Buenos Aires, richiamando l’invito del sindaco Giuseppe Sala a evitare chiusure dettate dalla psicosi.
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Il corteo cambia forma all’ultimo momento
Il Movimento 17 ottobre ha deciso di rinunciare ai luoghi indicati inizialmente per le proteste contro il carovita. Piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna e gli altri punti già diffusi non saranno più i riferimenti dell’iniziativa: alle 14.30 verranno comunicati tre ritrovi distinti in ciascuna città, mentre alle 15.30 sarà indicato il luogo conclusivo verso cui confluiranno i gruppi.
La nuova impostazione punta su una mobilitazione distribuita, con gruppi organizzati autonomamente e diretti verso il punto più vicino. Il movimento invita collettivi, associazioni, comitive e singoli partecipanti a muoversi insieme, evitando di raggiungere i luoghi inizialmente annunciati. L’obiettivo dichiarato è impedire che le piazze possano essere facilmente delimitate e presidiate attraverso cordoni, mezzi blindati e zone rosse.
Il cambio di programma arriva dopo gli incidenti che hanno colpito Milano tra sabato 17 e domenica 18 ottobre, con devastazioni e saccheggi. Il movimento sostiene di voler continuare a manifestare, ma senza offrire bersagli facilmente individuabili e trasformando la mobilità dei partecipanti in una forma di tutela collettiva.
Sicurezza rafforzata nelle città
L’annuncio ha innalzato ulteriormente l’attenzione delle autorità, già impegnate a prevenire nuovi scontri in diverse città italiane. Le iniziative sono previste, tra le altre, a Milano, Roma, Bologna, Genova e Bari, mentre il monitoraggio delle conversazioni sulle piattaforme digitali è stato intensificato per individuare eventuali raduni improvvisi o azioni organizzate all’ultimo momento.
Da Treviso, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riferito che i dispositivi sono stati potenziati non soltanto nel capoluogo lombardo, ma anche a Roma e negli altri centri considerati esposti. «Abbiamo pianificato tutto quello che era pianificabile», ha detto, sottolineando l’attenzione riservata alle possibili iniziative non preannunciate.
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A Roma il piano è stato definito durante un tavolo tecnico presieduto dal questore Roberto Massucci. Più di mille operatori saranno impiegati per controllare il centro storico, i percorsi dalla periferia, la metropolitana e le aree ritenute più sensibili; saranno inoltre sorvegliati gli arrivi nelle stazioni e gli ambienti degli ultras, anche per prevenire eventuali contro-mobilitazioni.
Controlli anche dall’alto
Nel dispositivo romano rientrano la Polfer, i carabinieri e gli specialisti della questura. Il controllo del territorio sarà sostenuto da droni, dagli elicotteri del I Reparto Volo della Polizia e dai velivoli dell’Arma, con l’obiettivo di individuare gruppi pronti a compiere azioni improvvise o a turbare l’ordine pubblico.
La questura ha ribadito che il diritto di manifestare sarà garantito, compreso il dissenso politico, ma entro il rispetto delle norme e delle libertà altrui. A Milano, invece, l’attenzione si concentrerà anche sulle stazioni, sui luoghi simbolici, sulle sedi politiche e sulle vie commerciali, per evitare l’arrivo organizzato di partecipanti da altre zone della Lombardia.
La Rinascente ha previsto la chiusura anticipata alle 15, mentre gli altri esercizi del centro e le boutique del Quadrilatero della moda decideranno autonomamente. Alcuni commercianti hanno predisposto pannelli per proteggere le vetrine, ma l’associazione di corso Buenos Aires ha scelto di mantenere aperte le attività, in linea con l’appello del Comune.
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