Milano, vetrine blindate e cortei a sorpresa: il piano per oggi
Le vie dello shopping milanese si preparano a una giornata ad alta tensione, mentre resta incerta la forma delle proteste annunciate contro il carovita.
Le vie dello shopping milanese si preparano a una giornata ad alta tensione, mentre resta incerta la forma delle proteste annunciate contro il carovita. Nel Quadrilatero della moda alcune boutique hanno coperto le vetrine con pannelli di legno verniciati di nero, ma non tutti i negozi hanno scelto di abbassare le serrande: La Rinascente chiuderà alle 15, mentre gli altri esercizi decideranno autonomamente.
La mobilitazione, prevista per sabato 24 ottobre, coinvolge diverse città italiane. A Milano il presidio inizialmente annunciato in piazza Duomo è stato cancellato e il Movimento 17 ottobre renderà noti soltanto alle 14.30 tre nuovi punti di ritrovo.
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Negozi divisi tra prudenza e apertura
Il sindaco Giuseppe Sala ha invitato i commercianti a non cedere alla paura e a mantenere aperte le attività, evitando quella che ha definito una “psicosi di chiudere i negozi”. L’appello sembra essere stato seguito almeno in parte, anche se nelle strade del centro la cautela resta elevata e diversi operatori hanno predisposto protezioni per le vetrine.
La Rinascente, invece, ha scelto di anticipare la chiusura alle 15. La decisione riguarda uno dei punti più noti del centro milanese e si inserisce in una giornata segnata da controlli rafforzati nelle aree commerciali, nei luoghi simbolici e nelle stazioni, considerate possibili punti di arrivo per manifestanti provenienti da altre città lombarde.
Il corteo cambia forma all’ultimo minuto
Il Movimento 17 ottobre ha spiegato di avere rinunciato alle piazze già indicate per non offrire alle forze dell’ordine luoghi facilmente delimitabili. La nuova impostazione prevede tre concentramenti per ogni città, comunicati poco prima dell’orario fissato, seguiti alle 15.30 da un unico corteo verso la destinazione finale.
L’organizzazione ha invitato i partecipanti a muoversi in piccoli gruppi e a raggiungere il punto più vicino, lasciando che i diversi cortei confluiscano successivamente. Nel comunicato diffuso sulle piattaforme digitali, il movimento ha ribadito: “Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeranno con i blindati”.
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La scelta arriva dopo gli scontri e i danneggiamenti che hanno colpito Milano tra il 17 e il 18 ottobre. Il governo ha risposto approvando un decreto-legge sulla sicurezza che introduce il reato di violenza organizzata durante le manifestazioni, punibile fino a 5 anni di carcere, amplia il fermo preventivo e prevede 500 militari aggiuntivi per il capoluogo lombardo.
Controlli rafforzati in tutta Italia
L’attenzione degli apparati di sicurezza non riguarda soltanto Milano. Le iniziative annunciate interessano anche Roma, Bologna, Genova e Bari, mentre il monitoraggio delle comunicazioni utilizzate per organizzare raduni improvvisi è stato intensificato. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato: “Abbiamo pianificato tutto quello che era pianificabile”, spiegando che i rinforzi riguardano anche le altre città potenzialmente coinvolte.
A Roma il piano è stato definito durante un tavolo tecnico presieduto dal questore Roberto Massucci. La strategia prevede controlli preventivi nel centro storico, lungo le direttrici che collegano la periferia al centro, nella metropolitana e nei luoghi dove potrebbero formarsi assembramenti.
Oltre mille operatori a Roma
Nella capitale saranno impiegati più di mille operatori delle forze dell’ordine. La Polfer sorveglierà gli scali ferroviari, mentre Polizia di Stato e Carabinieri presidieranno le aree considerate più esposte, con l’ausilio di droni e mezzi aerei per individuare eventuali gruppi intenzionati a compiere incursioni.
La questura sostiene di voler garantire il diritto a manifestare, purché siano rispettate le norme e i diritti degli altri cittadini. Parallelamente, saranno osservati anche gli ambienti delle tifoserie organizzate, per prevenire eventuali mobilitazioni contrapposte o tentativi di inserirsi nei cortei.
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