Salis, il video può aprire un nuovo fronte giudiziario
Dadda e Gelmetti valutano una querela per diffamazione dopo le accuse pubblicate dall’europarlamentare, mentre il processo ungherese dovrà ripartire.
Il caso giudiziario che coinvolge Ilaria Salis potrebbe allargarsi a una nuova contestazione. Valentina Dadda e François Gelmetti, suoi ex collaboratori, avrebbero infatti già preso contatti con un avvocato penalista per valutare una denuncia per diffamazione legata a un video diffuso dall’europarlamentare sui social.
La vicenda si intreccia con la decisione della Corte d’Appello, che ha riconosciuto l’irregolarità della mancata notifica e ha annullato la pena. Di conseguenza, il procedimento dovrà ricominciare dall’inizio, in attesa che vengano rese note le motivazioni della sentenza.
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Il video accende lo scontro
Nel filmato Salis aveva fornito la propria versione del rapporto con i due ex collaboratori e delle ragioni che l’avevano spinta a interrompere la collaborazione. Secondo Dadda e Gelmetti, però, quelle dichiarazioni avrebbero danneggiato la loro reputazione, attribuendo loro condotte finalizzate a condizionare l’attività politica dell’europarlamentare.
Salis aveva sostenuto che i due esercitassero pressioni psicologiche facendo leva sull’aiuto che le avevano prestato durante la detenzione in Ungheria. A suo dire, quel sostegno sarebbe stato utilizzato per influenzare le sue decisioni politiche e per indirizzare a vantaggio personale l’impiego delle risorse a sua disposizione.
La possibile querela per diffamazione
Il passaggio più contestato riguarda anche l’accusa secondo cui i collaboratori avrebbero cercato di sfruttare il loro ruolo per orientare il mandato dell’europarlamentare. Salis aveva inoltre affermato che la loro attività si svolgesse secondo modalità da loro stabilite e che il rapporto fosse stato utilizzato per esercitare un’influenza sulle sue scelte.
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Per queste ragioni, Dadda e Gelmetti starebbero preparando un’azione legale per diffamazione. Gli avvocati che li assistono hanno fatto sapere di voler attendere il deposito delle motivazioni della Corte d’Appello, dichiarandosi comunque pronti ad affrontare anche il merito della vicenda: «Non abbiamo nessun problema ad affrontare la questione nel merito».
Il processo dovrà ripartire
La questione del video resta distinta dal procedimento principale, ma arriva nello stesso momento in cui il processo dovrà essere celebrato nuovamente. La Corte d’Appello ha infatti annullato la pena dopo aver accolto il rilievo sulla mancata notifica, senza chiudere definitivamente il caso.
Ora la difesa degli ex collaboratori attende di conoscere nel dettaglio le motivazioni della decisione. Soltanto dopo quel passaggio sarà possibile definire i prossimi sviluppi del procedimento e valutare il percorso della possibile denuncia presentata contro Salis.
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