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Attualità 2 min di lettura23 ore fa

Salerno, sequestro da 13,7 milioni per sentenze tributarie

La Corte dei conti ha colpito cinque persone dopo l’inchiesta del 2019 sulla corruzione nelle commissioni tributarie

La Procura della Corte dei conti della Campania ha disposto un sequestro conservativo da 13 milioni e 700 mila euro nell’inchiesta Ground Zero di Salerno. Il provvedimento riguarda cinque persone accusate di aver provocato danni alle casse pubbliche attraverso la compravendita di sentenze tributarie.

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I beni sottoposti a sequestro

La misura coinvolge gli ex giudici tributari Fernando Spanò e Giuseppe De Camillis, l’ex magistrato tributario Stefano Teodoro Tascone e gli ex dipendenti della commissione tributaria Giuseppe Naimoli e Salvatore Sammartino. Per Spanò e De Camillis sono stati bloccati anche beni immobili, mentre nei confronti degli altri tre il provvedimento riguarda i conti correnti.

Contestualmente, la Procura contabile ha notificato ai cinque un invito a dedurre. Gli interessati avranno un mese per presentare osservazioni e documenti a propria difesa; in seguito sarà fissata l’udienza davanti alla magistratura contabile.


I danni contestati dalla Procura

La ricostruzione è stata svolta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Salerno. Gli investigatori hanno individuato tre voci: il danno legato alle tangenti, quello all’immagine dell’amministrazione e il danno da disservizio.

La Procura della Corte dei conti ha poi approfondito anche la perdita di entrate fiscali che sarebbe derivata da sentenze favorevoli ai contribuenti, secondo l’accusa alterate da accordi corruttivi. Per quantificare questo profilo sono state utilizzate anche perizie tecniche.

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L’inchiesta Ground Zero

L’indagine penale è partita nel 2019 e ha riguardato dieci episodi di corruzione. Secondo gli atti, professionisti, rappresentanti di società, segretari di sezione e giudici avrebbero concordato interventi per orientare l’esito dei procedimenti tributari e cancellare gli accertamenti fiscali dell’Agenzia delle Entrate.

Il nome Ground Zero richiamava proprio l’azzeramento dei debiti con il fisco che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato ottenuto da alcune società e da imprenditori in cambio di denaro. Nelle conversazioni intercettate, le somme sarebbero state indicate con le parole “mozzarelle” e “formaggio”.


Gli arresti del 2019

Nel maggio 2019 erano state arrestate 14 persone. Verbali e confessioni raccolti nell’indagine penale hanno fornito, secondo i pm contabili, elementi su un sistema stabile di compravendita della funzione giudiziaria.

La Procura contabile ha inoltre calcolato il danno all’immagine collegato all’ampia attenzione pubblica suscitata dagli arresti e dalla vicenda. Nel fascicolo sono stati inseriti anche servizi televisivi e articoli dedicati all’inchiesta.

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