Ryanair, la promessa alla Sardegna vale 400 milioni: ma al Nord taglia
La compagnia ridimensiona la programmazione ad Alghero e Olbia, mentre rafforza Cagliari e chiede alla Regione interventi permanenti sulle tasse aeroportuali.
Ryanair mette sul tavolo un possibile investimento da 400 milioni di dollari e l’arrivo di 900 nuovi posti di lavoro in Sardegna, ma nel frattempo annuncia una riduzione dei collegamenti negli aeroporti del Nord dell’isola. La compagnia lega l’eventuale espansione a una modifica stabile dell’addizionale municipale e torna a criticare la Regione anche sul dossier della continuità territoriale.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Un’espansione legata alle tasse
Durante una conferenza a Cagliari, Jason McGuinness, direttore commerciale di Ryanair, ha indicato le condizioni per aumentare la presenza della compagnia nell’isola. L’ipotesi comprende 2 milioni di passeggeri aggiuntivi ogni anno, quattro aeromobili in più, una nuova base nel Nord Sardegna e oltre 900 assunzioni nell’arco di cinque anni.
La promessa, però, è subordinata alla cancellazione dell’addizionale municipale per tutti i dodici mesi dell’anno. McGuinness ha citato come precedenti Sicilia, Calabria, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna e ha sostenuto che l’esperienza di Trapani-Marsala dimostri il legame tra minori costi aeroportuali, crescita del traffico, turismo, occupazione e tariffe più contenute.
Alghero e Olbia perdono collegamenti
Il piano per l’inverno 2026 prevede una contrazione del 15% ad Alghero e del 50% a Olbia. Per quest’ultimo scalo è inoltre prevista la cancellazione di una rotta, in un quadro che secondo la compagnia conferma le difficoltà legate alla marcata stagionalità del traffico nel Nord dell’isola.
La Regione ha deciso di sospendere l’addizionale municipale negli inverni 2026 e 2027. Ryanair considera tuttavia insufficiente la misura, sia perché limitata a un periodo preciso sia perché adottata troppo tardi per produrre effetti sulla programmazione del prossimo inverno. «La decisione è arrivata troppo tardi per incidere sull’operativo dell’inverno 2026 ed è ben lontana dall’abolizione per tutto l’anno necessaria a ripristinare la competitività della Sardegna», ha affermato McGuinness.
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Cagliari diventa il punto forte
Mentre gli scali settentrionali arretrano, Cagliari si prepara a una crescita dell’attività. Il programma include un nuovo collegamento con Forlì e più frequenze verso Milano Malpensa e Venezia, spostando quindi il baricentro dell’offerta regionale verso il capoluogo.
La scelta della compagnia arriva insieme alle critiche rivolte all’amministrazione regionale. Nel mirino non c’è soltanto la gestione dell’imposta aeroportuale, ma anche il bando sulla continuità territoriale, il sistema che prevede compensazioni per garantire voli a prezzi fissi e calmierati tra gli aeroporti sardi e Roma o Milano.
La richiesta alla Regione
Secondo Ryanair, una politica più stabile sui costi di accesso agli aeroporti potrebbe favorire nuovi investimenti e rendere più competitivi gli scali isolani. La compagnia ha quindi trasformato l’annuncio della crescita a Cagliari in una richiesta di intervento strutturale rivolta alla Regione.
«Se la Sardegna abolirà l’addizionale municipale per l’intero anno, Ryanair è pronta a portare immediatamente 2 milioni di passeggeri aggiuntivi, quattro aerei, una nuova base nel Nord dell’isola e più di 900 posti di lavoro in cinque anni», ha dichiarato McGuinness. L’espansione resta dunque collegata alle prossime decisioni dell’amministrazione regionale, mentre per Alghero e Olbia il ridimensionamento è già previsto nel programma invernale.
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