845notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 2 min di lettura16 min fa

Napoli, la Dad non basta: occupata la Federico II

La sede di Porta di Massa è stata bloccata dopo il passaggio alle lezioni online deciso per i disagi causati dalla crisi del carburante.

La protesta degli universitari napoletani si allarga alla Federico II. Gli studenti hanno occupato la sede storica di Porta di Massa, interrompendo le attività, dopo che l’ateneo ha disposto il ricorso alla didattica a distanza per ridurre le difficoltà negli spostamenti legate alla scarsità di carburante.

All’ingresso è comparso uno striscione con un messaggio rivolto alla mobilitazione del 30 ottobre: «Per una vita degna, per una vita bella: Federico II occupata verso lo sciopero generale». L’iniziativa è stata promossa dal Collettivo Autorganizzato Universitario Napoli e da Ecologia Politica Napoli, mentre nei giorni precedenti era stata occupata anche una sede dell’Orientale.

Offerta del giorno21 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 71 giorni
*********


La Dad accende la contestazione

Per l’università, le lezioni online resteranno attive fino a nuove indicazioni. Gli esami già fissati potranno svolgersi in presenza, se le condizioni organizzative e la disponibilità dei docenti lo consentiranno; chi non riuscirà a raggiungere le sedi potrà usufruire di appelli straordinari, che saranno definiti successivamente. Le sedute di laurea già in calendario, invece, si terranno regolarmente nelle aule.

Gli studenti contestano però il carattere temporaneo della soluzione. Nel loro comunicato descrivono una situazione segnata dall’aumento dei prezzi, dai problemi nei trasporti, dagli affitti sempre più onerosi e dalla difficoltà di reperire carburante. «Non ci accontentiamo di misure tappabuchi», affermano, sostenendo che l’emergenza attuale sia il risultato di problemi sociali e politici accumulati nel tempo.


Nel mirino governo e caro vita

La decisione del rettore Mazzucchi viene letta dagli occupanti come una risposta limitata a un disagio più ampio. Secondo la loro ricostruzione, le difficoltà degli studenti dipendono anche dal ridimensionamento delle risorse destinate all’università pubblica, dall’aumento del costo delle abitazioni nelle città e dalla stagnazione dei salari.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Nel mirino finiscono inoltre le scelte del governo Meloni. Gli universitari citano lo stanziamento di almeno 4 miliardi di euro per gli armamenti previsto nella prossima legge di bilancio e accusano l’esecutivo di rispondere alle tensioni sociali con nuove misure di sicurezza e repressione, invece di intervenire sulle cause del disagio.


Una protesta che vuole allargarsi

La mobilitazione collega il caro carburante ad altri temi già presenti nelle iniziative studentesche: la guerra, la crisi climatica, la situazione in Palestina e il costo della vita. Gli organizzatori sostengono che la loro generazione stia acquisendo una consapevolezza crescente della propria capacità di incidere nello spazio pubblico.

L’occupazione della Federico II si inserisce così in una fase di agitazione che coinvolge più sedi universitarie napoletane. Gli studenti chiedono risposte strutturali e non interventi provvisori, mentre l’ateneo mantiene per ora la didattica a distanza senza indicare una data per il ritorno generalizzato alle lezioni in presenza.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere