Russia, l’avviso Usa resta al livello massimo: cosa succede in Siberia
Washington prepara un contatto diretto con Mosca mentre resta alta la cautela sul decesso di una tecnica di laboratorio e sulle informazioni disponibili.
Donald Trump ha annunciato un prossimo colloquio con Vladimir Putin per discutere il presunto allarme sanitario emerso nella regione siberiana di Irkutsk. Il presidente statunitense ha assicurato che Washington è pronta a sostenere Mosca nel tentativo di impedire la diffusione di eventuali focolai: «Li aiuteremo».
Washington chiede chiarezza a Mosca
Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, gli Stati Uniti considerano insufficienti le notizie diffuse finora dalla Russia sulla morte di una dipendente di un centro di ricerca. Funzionari statunitensi avrebbero segnalato a Mosca che mantenere riservati gli elementi sull’accaduto non sarebbe coerente con gli impegni previsti dalle norme sanitarie internazionali.
Il quadro resta quindi segnato da una forte distanza tra le rassicurazioni russe e la prudenza americana. Gli Stati Uniti affermano di seguire l’evoluzione del caso e, allo stesso tempo, hanno ribadito di avere strumenti limitati per assistere i propri cittadini presenti nel Paese, soprattutto lontano dalla capitale.
L’avviso per chi si trova in Russia
L’ambasciata degli Stati Uniti a Mosca ha invitato i cittadini americani già in Russia a partire senza ritardi. La raccomandazione è stata diffusa martedì 6 ottobre e richiama anche le notizie relative a un possibile episodio di peste polmonare, associato alla morte di una 28enne impiegata in un laboratorio di Irkutsk.
Nel messaggio diplomatico si fa riferimento alle misure di quarantena e alla chiusura di strutture ospedaliere nella città siberiana. L’ambasciata ha inoltre avvertito che il personale governativo potrebbe incontrare ulteriori limitazioni negli spostamenti verso alcune aree, per ragioni legate alla sicurezza e alla salute pubblica.
Livello 4 e invito a non partire
Il Dipartimento di Stato mantiene per la Russia il livello 4 dell’allerta, quello che corrisponde all’indicazione di non intraprendere il viaggio. Agli statunitensi che si trovano già nel Paese viene chiesto di lasciarlo, mentre chi sta programmando una partenza è invitato a rinunciare.
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Nel richiamo ufficiale compaiono anche motivazioni ulteriori rispetto al possibile rischio sanitario: Washington cita infatti la possibilità di detenzioni ingiustificate e le persistenti preoccupazioni sul piano della sicurezza. Le autorità americane hanno comunque dichiarato di voler continuare a osservare gli sviluppi.
Il caso smentito dalle autorità russe
Al centro della vicenda c’è la morte di Daria Shipilova, 28 anni, tecnica in servizio presso un laboratorio della regione di Irkutsk. Alcuni organi di informazione avevano collegato il decesso a una forma di peste polmonare, ipotizzando anche un possibile incidente con una provetta.
Rospotrebnadzor ha respinto questa ricostruzione, definendola una notizia falsa. L’agenzia sanitaria russa ha indicato invece una polmonite dalla causa non ancora determinata, senza confermare il contagio da peste.
Anche il Cremlino ha invitato a basarsi esclusivamente sulle comunicazioni ufficiali e a non alimentare supposizioni. Dmitry Peskov ha sostenuto che, secondo i dati disponibili alle autorità, il quadro epidemiologico nella regione rimane sotto controllo.
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