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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Costa Rica, stretta sui crimini ambientali: pene fino a 8 anni

Il Parlamento ha approvato all’unanimità la riforma che colpisce miniere illegali, traffico di fauna, reati forestali e pesca senza autorizzazione.

La nuova legge costaricana contro l’estrazione mineraria clandestina ha superato anche l’ultimo passaggio parlamentare. Il testo è stato approvato in seconda e definitiva lettura con 52 voti favorevoli e ora attende soltanto la firma della presidente Laura Fernández per diventare operativo.

La riforma inserisce l’attività mineraria illegale tra le forme di criminalità organizzata e amplia il quadro delle sanzioni per diversi illeciti ai danni dell’ambiente. L’obiettivo del provvedimento è colpire non soltanto chi estrae i minerali, ma anche chi sostiene economicamente o trae guadagno da queste attività.


Fino a otto anni nelle aree protette

La pena più severa riguarda l’estrazione o lo sfruttamento non autorizzato di minerali all’interno delle aree protette. Per questi casi è prevista la reclusione da due a otto anni, una forbice applicabile anche al commercio di minerali ottenuti illegalmente.

La stessa riforma stabilisce inoltre pene da due a sei anni per chi promuove, finanzia oppure organizza l’attività estrattiva clandestina. Nella medesima fascia rientra chi ricava profitti dall’estrazione realizzata senza le autorizzazioni richieste.


La stretta va oltre le miniere

Fuori dalle zone protette, il provvedimento punisce con uno a sei anni di carcere l’estrazione, il trasferimento, la lavorazione o la vendita di minerali privi dei necessari permessi. La norma copre quindi varie fasi della filiera, dalla raccolta alla commercializzazione.

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L’estensione delle nuove disposizioni non si limita al settore minerario. Il testo comprende anche il traffico illegale di fauna, i reati contro il patrimonio forestale e le violazioni legate alla pesca, collegando sotto un quadro sanzionatorio più rigido diverse forme di criminalità ambientale.


Manca solo la firma presidenziale

L’approvazione parlamentare è arrivata all’unanimità, dopo il secondo esame previsto dall’iter legislativo. Con il voto favorevole di 52 parlamentari, la legge ha così concluso il passaggio nell’assemblea del Costa Rica.

Per l’entrata in vigore resta ora necessario l’intervento della presidente Laura Fernández. La firma presidenziale rappresenta l’ultimo adempimento indicato nel testo prima che le nuove pene possano essere applicate.

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