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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Cisgiordania, il piano che Israele tiene pronto per lo scontro

Mentre si avvicina il terzo anniversario del 7 ottobre, cresce l’allerta per possibili azioni di Hamas e il governo israeliano prepara scenari di risposta su più fronti.

Il piano israeliano per la Cisgiordania ricalcherebbe, per impostazione, le operazioni già condotte a Gaza e in Libano. L’ipotesi comprende l’impiego coordinato di truppe di terra e aviazione, con l’obiettivo di colpire strutture e gruppi ritenuti responsabili di attività terroristiche.

L’operazione, già predisposta e approvata da Benjamin Netanyahu e dal ministro della Difesa Israel Katz, verrebbe descritta come «breve e incisiva». Tra gli obiettivi figurerebbero i vertici dell’Autorità nazionale palestinese, i depositi di armi e le infrastrutture considerate terroristiche, oltre a interventi estesi nei principali centri urbani della Cisgiordania.


Lo scenario più temuto in Cisgiordania

Katz ha riferito ai ministri israeliani che le Forze di difesa israeliane (Idf) stanno prendendo in esame anche un possibile confronto con l’Autorità nazionale palestinese. La valutazione nasce dal rischio di attacchi jihadisti contro coloni e militari israeliani, ai quali potrebbero eventualmente unirsi apparati di sicurezza palestinesi o il movimento Tanzim.

Il ministro ha fissato una soglia precisa: se le forze dell’Autorità palestinese dovessero aprire il fuoco contro soldati o coloni israeliani, Gerusalemme leggerebbe l’azione come una dichiarazione di guerra. In quel caso, ha spiegato Katz, entrerebbe in funzione il piano militare già concordato con il premier.


L’anniversario riaccende l’allerta

La tensione è legata anche all’avvicinarsi del terzo anniversario dell’attacco del 7 ottobre 2023. I responsabili della sicurezza israeliana temono che Hamas possa tentare nuove azioni proprio in quei giorni, sfruttando inoltre la vicinanza delle elezioni legislative fissate per il 27 ottobre.

Katz ha richiamato informazioni dell’intelligence secondo cui il movimento palestinese starebbe valutando assalti contro militari israeliani nella Striscia di Gaza. Netanyahu, intervenendo sul possibile calendario delle iniziative di Hamas, ha sostenuto che il gruppo, indebolito, potrebbe cercare di usare le forze ancora disponibili per incidere sul risultato elettorale.

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Netanyahu promette una risposta dura

Il premier ha assicurato che Israele intende impedire qualsiasi tentativo e ha avvertito: «Risponderemo con una forza schiacciante» in caso di attacco. Parole che si inseriscono in una linea condivisa anche dal comandante dell’Idf Yaniv Asor, intervenuto durante una cerimonia dedicata alle vittime delle stragi.

Asor ha riconosciuto il «grande fallimento» delle forze armate nel proteggere il Paese il 7 ottobre e, rivolgendosi a Hamas, ha minacciato «una risposta potente» qualora venissero presi di mira civili o soldati israeliani.


Indicazioni ai cittadini all’estero

Il Consiglio per la sicurezza nazionale israeliana ha intanto diffuso un avvertimento rivolto ai cittadini che si trovano fuori dal Paese. L’indicazione è di rinunciare ai viaggi verso destinazioni considerate ad alto rischio di attentati.

Nell’elenco compaiono Giordania, Qatar, Somaliland ed Egitto. L’avviso arriva mentre le autorità valutano possibili iniziative armate collegate alla ricorrenza e rafforzano l’attenzione sui diversi fronti regionali.

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