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Attualità 3 min di lettura13 ott

Ricina, il dubbio che cambia il caso: chi era il vero bersaglio

Le verifiche su circa 200 computer di quattro scuole cercano tracce digitali utili a capire se Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita siano state colpite per errore.

L’avvocato Vittorino Facciolla considera Gianni Di Vita una persona danneggiata dall’accaduto, al pari della figlia Alice. La difesa dell’ex sindaco richiama così uno degli interrogativi più delicati dell’indagine: il veleno era destinato davvero ad Antonella Di Ielsi e a Sara Di Vita oppure l’obiettivo iniziale era il marito e padre delle due vittime?

Sul tavolo degli investigatori ci sono anche gli aspetti personali della vicenda, compresa la crisi matrimoniale e la volontà attribuita ad Antonella di interrompere il rapporto. In questo quadro è stato analizzato il libro “Tiro al piccione” di Giose Rimanelli, trovato nell’ufficio di Gianni a Pietracatella: alcune pagine sulle relazioni di un uomo coinvolto tra due donne risultavano segnate a matita. Di Vita ha spiegato di aver ricevuto il volume in prestito, senza però rivelare da chi.

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La pista digitale porta nelle scuole

A spostare l’attenzione sugli strumenti informatici è un profilo anonimo comparso su Reddit, gestito da una persona che si descriveva come scrittore. Da agosto 2025 sarebbero state pubblicate domande sulla ricina, sui metodi per estrarla e sulle conseguenze mortali dell’esposizione. In uno dei messaggi si leggeva: “E se il mio personaggio uccidesse con i semi di ricino schiacciati?”.

Il profilo sarebbe stato eliminato mentre Antonella e Sara erano in agonia o stavano morendo, per poi tornare attivo il 5 gennaio con quesiti sulla durata delle tracce del veleno e sulla loro individuazione durante un’autopsia. La piattaforma avrebbe consegnato agli investigatori un indirizzo IP riconducibile all’area di Campobasso. Resta da capire se quelle ricerche siano state compiute usando uno dei computer ora esaminati e se sia possibile identificare l’autore.


Quattro istituti sotto esame

Il primo controllo è partito martedì alle 9.50 nell’Istituto Agrario di Riccia. Cinque operatori della Squadra Mobile di Campobasso e del Servizio centrale operativo stanno analizzando i 71 computer presenti nella struttura, mentre l’attività didattica prosegue senza interruzioni. L’obiettivo è recuperare anche eventuali consultazioni cancellate sulla ricina o su altre sostanze tossiche.

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Gli specialisti devono prima ricostruire la rete dell’istituto e il modo in cui i diversi dispositivi si collegano a Internet. Tra gli accertamenti figura anche la ricerca di un eventuale proxy, che potrebbe aver veicolato le connessioni. Alle operazioni partecipa il consulente nominato dai legali di Gianni Di Vita e di Alice, indicati nel procedimento come persone offese; non risultano invece presenti i rappresentanti legali delle altre parti.


L’indagine cerca il collegamento

Nel laboratorio dell’Agrario lavora il marito di un’insegnante, amica di lunga data di Gianni Di Vita. La docente insegna allo Scientifico di Riccia e sia lei sia il marito sono già stati sentiti dagli investigatori. Dopo il primo istituto, le verifiche proseguiranno fino a venerdì in altre tre scuole: lo Scientifico di Riccia, il liceo classico di Campobasso frequentato da Sara e Alice e il liceo Silvio Di Lalla di Casacalenda, dove insegna come docente di sostegno Laura Di Vita, cugina dell’ex sindaco.

La Procura di Larino ha disposto l’attività dopo oltre 200 audizioni e dieci mesi di accertamenti ancora privi di indagati. Il fascicolo, coordinato dalla procuratrice Elvira Antonelli, riguarda un duplice omicidio premeditato contro ignoti. Le analisi dovranno stabilire se esista una corrispondenza tra le tracce digitali raccolte e le persone già oggetto di approfondimenti, senza trasformare una pista ancora aperta in un’accusa personale.

Gli inquirenti avevano già valutato, lo scorso aprile, la possibile presenza di piante di ricino nei dintorni di Pietracatella e l’eventualità che la sostanza fosse stata preparata in modo artigianale. Ora il controllo sui computer potrebbe aggiungere elementi sulla provenienza delle ricerche e sulla loro collocazione temporale. Al momento, tuttavia, non è noto quale peso abbiano le annotazioni sul libro né chi si nascondesse dietro il profilo anonimo.

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