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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Riccardo Zanotti racconta la paternità, la fede e i traumi d'infanzia

Il leader dei Pinguini Tattici Nucleari ha ripercorso famiglia, crisi economica e ricordi che hanno formato la sua identità

Riccardo Zanotti, leader dei Pinguini Tattici Nucleari, ha raccontato gli effetti della paternità e alcuni episodi familiari che hanno segnato la sua crescita. Il cantante, 32 anni, ne ha parlato in un’intervista al Corriere della Sera.

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La paternità e la fede

L’arrivo di un figlio ha modificato profondamente il suo modo di guardare alla vita. Zanotti ha spiegato che la scelta di avere un bambino dovrebbe riguardare una persona con cui sia possibile affrontare anche una separazione senza trasformarla in una guerra: «Un figlio si fa con chi, se finisce male, non ti fa la guerra».

Sul rapporto con la religione, l’artista ha detto di credere in Dio in modo discontinuo, pur vivendo come se quella presenza fosse reale. Ha descritto anche la propria idea dell’aldilà con ironia: «Un grande concerto con i biglietti troppo costosi».


I traumi dell’infanzia

Tra i primi ricordi ha citato un episodio avvenuto quando aveva 4-5 anni. Innamorato di una bambina chiamata Alice, le aveva regalato una saponetta presa nella dispensa della nonna. La bambina aveva interpretato il gesto come un’insinuazione sulla sua igiene, aveva rifiutato il regalo e Zanotti ha definito quell’episodio un trauma.

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Un altro ricordo riguarda la batteria ricevuta dalla madre Cristina, insegnante elementare, quando aveva 4 anni. La donna gliela aveva comprata per incanalare la sua irrequietezza, ma a 9 anni l’aveva fatta sparire dopo le proteste dei vicini, sostituendola con una chitarra. Zanotti ha raccontato di avere sognato quello strumento per due anni e di ricordare ancora l’episodio durante le riunioni di famiglia.


La crisi arrivata in provincia

La memoria più incisiva è legata al fallimento di Lehman Brothers. Il padre, che lavorava come muratore, è rimasto senza occupazione per un anno e mezzo. Il figlio ha visto cambiare una persona prima energica e attiva, costretta a trascorrere le giornate sul divano e sempre più provata.

Secondo Zanotti, quella vicenda gli ha mostrato come una crisi finanziaria internazionale possa colpire anche una realtà locale come la val Seriana. Nella famiglia, alla concretezza del padre si affiancava la sensibilità della madre, che avrebbe voluto chiamarlo Pierpaolo in omaggio a Pasolini; il nome non è stato scelto per una preferenza soprattutto estetica del padre.

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