Email anonime agli scali: gli investigatori temono un depistaggio
Le email minacciose sono partite da un server anonimo e potrebbero usare la sigla russa per sviare le indagini.
Una serie di falsi allarmi bomba ha raggiunto alcuni aeroporti italiani con la firma dei “Combattenti dello Stato maschile”, nome italiano del movimento russo Male State. Le comunicazioni annunciavano esplosioni entro sessanta minuti, ma non hanno fornito elementi verificabili sull’identità dei mittenti.
La posta elettronica è stata inviata attraverso un server straniero anonimo e protetto da crittografia. Il sistema elimina automaticamente le informazioni sull’origine dei messaggi, rendendo complesso risalire agli autori anche con strumenti di analisi informatica.
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Le firme usate nelle email
Secondo gli investigatori, il richiamo a Male State potrebbe essere stato inserito per confondere le indagini e non dimostrerebbe un coinvolgimento diretto del gruppo. La tecnica impiegata è riconducibile allo “swatting”, cioè l’invio di segnalazioni false con l’obiettivo di provocare l’intervento delle autorità o creare allarme.
Martedì una comunicazione indirizzata ad Aeroporti di Roma era stata sottoscritta dai sedicenti “Militanti della provincia di Nevyansk”. Messaggi destinati alle scuole avevano invece indicato come responsabili il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, noto come Pasdaran, e il ministero dell’Istruzione egiziano.
In una delle email compariva la frase: “Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre”. Il contenuto, tuttavia, non è stato accompagnato da prove dell’esistenza di un piano reale per colpire gli scali.
Origini del movimento russo
Male State è nato nel 2016 sul social network russo VKontakte per iniziativa di Vladislav Pozdnyakov, blogger e personal trainer nato nel 1991. Il gruppo sostiene una forma di “patriarcato nazionale” ed è stato accusato di diffondere posizioni misogine, razziste e omofobe.
La formazione ha preso di mira in particolare le donne russe che intrattengono relazioni con uomini stranieri, soprattutto se non bianchi. Nel 2021 un tribunale russo ha classificato il movimento come organizzazione estremista e ne ha proibito le attività nel Paese.
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Nonostante il divieto, i sostenitori hanno continuato a comunicare su Telegram e attraverso forum riservati. Pozdnyakov ha inoltre una condanna del 2018 per istigazione all’odio contro le donne.
Il ruolo di Pozdnyakov
Due anni fa il fondatore aveva fatto circolare la notizia della propria morte sull’isola indonesiana di Komodo. In seguito ha ammesso che si trattava di una messinscena pensata per provocare una reazione tra i suoi seguaci. “Pretendete guerre, attentati, shock, e io ve li do”, aveva scritto vantandosi dell’operazione.
Il blogger ha sostenuto l’invasione russa dell’Ucraina. Un’indagine di Bellingcat ha documentato, nei canali collegati al movimento, messaggi antisemiti e appelli all’uccisione dei leader ucraini. A Pozdnyakov è stata inoltre attribuita la prima diffusione del video che mostrava la decapitazione di un prigioniero ucraino.
I legami con la manosfera
Male State viene collocato nella cosiddetta manosfera, l’insieme di comunità e influencer online che promuovono la superiorità maschile e idee dell’estrema destra. Per il suo stile e per i contenuti diffusi, Pozdnyakov è stato accostato ad Andrew Tate, influencer anglo-americano condannato per traffico di esseri umani.
Tate ha costruito una vasta audience sostenendo posizioni sul dominio degli uomini e sulla subordinazione delle donne. Il collegamento tra i due personaggi riguarda soprattutto la diffusione di messaggi radicali attraverso i social, mentre non risultano elementi che provino un rapporto diretto tra i rispettivi gruppi.
La domanda di oggi
Le lettere personali possono favorire il dialogo tra le parti?
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