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Attualità 1 min di lettura33 min fa

Orbán accusato negli archivi: Németh parla di spionaggio comunista

La testimonianza risale al 1990 e cita tre documenti consegnati dall’allora ministro della Difesa alla vigilia del voto libero.

Una deposizione conservata negli archivi di Stato ungheresi attribuisce a Viktor Orbán attività di informazione a favore del regime comunista. A renderla nel 1990 è stato l’ex primo ministro ungherese Miklós Németh, poco prima delle prime elezioni libere.

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I tre documenti del 1990

Németh ha raccontato di aver ricevuto tre documenti dall’allora ministro della Difesa. Nei testi, secondo la sua testimonianza, Orbán avrebbe segnalato alle autorità i propri commilitoni.

Le schede avrebbero contenuto anche indicazioni sugli orientamenti religiosi, sessuali e politici dei militari citati. Il materiale è stato inserito negli archivi statali e costituisce la base della deposizione resa dall’ex premier.

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L’accusa contro Orbán

La ricostruzione presenta il futuro leader ungherese come un informatore del sistema comunista. Németh lo ha definito «una spia comunista», collegando l’attività di segnalazione ai rapporti con il regime.

La testimonianza è arrivata alla vigilia del voto che ha segnato il ritorno alle elezioni libere in Ungheria. Nel testo viene inoltre riportata la posizione dell’ex primo ministro ungherese, che nega l’accusa.

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