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Attualità 2 min di lettura59 min fa

Trump e Netanyahu, il governo sotto accusa sui legami

Un commento critica la linea della maggioranza e chiede alle opposizioni un’alleanza in difesa della Costituzione

Un commento accusa il governo e il sistema RaiSet di voler attenuare i rapporti politici con Donald Trump e Benjamin Netanyahu. L’obiettivo, secondo questa ricostruzione, sarebbe ridurre la memoria pubblica delle posizioni assunte da Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini.

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I rapporti con Trump e Netanyahu

Nel mirino finiscono anche gli incontri e gli omaggi riservati a esponenti dell’area trumpiana come Steve Bannon, Elon Musk e Marco Rubio. Il testo richiama inoltre il sostegno espresso in passato da Meloni a Netanyahu, fino al riferimento al Nobel per la pace rivolto al premier israeliano.

La critica riguarda pure la posizione italiana sulla guerra a Gaza, definita dall’autore come una forma di sostegno a Israele, e il comportamento di Tajani nel Board of peace, dove sarebbe comparso con un cappellino Maga tra le mani. Vengono citati anche il silenzio sul Venezuela, l’astensione sul voto relativo a Cuba, il conflitto con l’Iran e gli attacchi rivolti all’Onu e alla Corte penale internazionale.


Le accuse al sistema RaiSet

Secondo il commento, le reti del polo RaiSet, con Telemeloni indicata come principale esempio, starebbero contribuendo a rimuovere immagini e contenuti scomodi dalla memoria collettiva. La stessa area mediatica viene accusata di associare le mobilitazioni per la pace, contro il riarmo e a favore di Gaza, della scuola e della sanità pubblica, soltanto agli episodi di violenza.

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Il testo ricorda una precedente definizione di Maurizio Landini, che aveva parlato di cortigianeria riferendosi alla maggioranza. L’autore sostiene che il segretario della Cgil, contestato all’epoca, avrebbe dovuto ricevere scuse perché la sua valutazione sarebbe stata persino troppo indulgente.


L’appello alle opposizioni

Nella parte finale, il commento avverte del possibile ricorso a una legge elettorale considerata penalizzante per gli avversari e a una pressione mediatica accompagnata, secondo l’autore, dall’uso della forza contro le proteste. Viene evocato anche il rischio di provocazioni più gravi, richiamando la tradizione neofascista italiana.

La domanda conclusiva riguarda la capacità delle opposizioni di superare divisioni e rivalità personali. L’obiettivo indicato è costruire un’alleanza in difesa della Costituzione, capace di rispondere alle richieste sociali considerate più radicali.

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