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Attualità 2 min di lettura54 min fa

Nantes, due studenti sotto accusa per il rogo del liceo

La procura contesta il rogo del primo ottobre: i lavori costeranno circa 4 milioni e la scuola riaprirà in parte

Due studenti di 16 anni sono stati accusati dell’incendio che ha colpito il liceo Nelson Mandela di Nantes il primo ottobre.

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Danni per quattro milioni

La ricostruzione dell’edificio richiederà circa 4 milioni di euro. La stima è stata diffusa dal Consiglio regionale, che prevede una riapertura parziale dell’istituto il 16 novembre.

Il rogo ha compromesso l’atrio, il tetto, alcune aule, la mensa e diversi ambienti del dormitorio destinati agli studenti presenti nella struttura. Le fiamme hanno inoltre mandato in frantumi le finestre e danneggiato i pannelli solari.


Gli arresti e le ammissioni

La legge francese prevede fino a 20 anni di reclusione per una delle contestazioni formulate dagli inquirenti. I due ragazzi hanno riconosciuto «alcuni dei fatti», ha riferito il procuratore Antoine Leroy.

Entrambi sono stati arrestati il 3 novembre insieme a un altro studente. Per il terzo minorenne la misura è stata revocata perché gli investigatori non hanno raccolto elementi sufficienti a dimostrarne il coinvolgimento.

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La ricostruzione dell’incendio

I due sedicenni sono ora sottoposti a sorveglianza giudiziaria; uno è stato trasferito in un centro destinato al recupero scolastico. La procura aveva chiesto per entrambi la detenzione preventiva e ha annunciato l’intenzione di impugnare la decisione dei giudici.

L’incendio è scoppiato intorno alle 7 del mattino, durante una giornata di mobilitazione studentesca. Secondo la ricostruzione della procura, alcuni giovani con il volto coperto hanno accumulato cassonetti e arredi davanti all’ingresso, appiccando il fuoco anche con bombolette spray; contro il cancello, bloccato dai rifiuti, sono stati lanciati anche mortai.

Il giorno dopo, gli investigatori hanno trovato altri contenitori vicino al punto da cui sarebbero partite le fiamme e tracce di acceleranti liquidi e derivati dal petrolio. I tre studenti sono stati inizialmente indagati per la partecipazione a un gruppo organizzato durante una manifestazione e per la distruzione o il danneggiamento di beni con strumenti pericolosi per le persone.

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