Ucraina, Crosetto porta al Copasir il tredicesimo pacchetto
Il ministro riferirà il 10 novembre; tra le ipotesi, intercettori Aster per la difesa aerea di Kiev
Il tredicesimo pacchetto italiano di aiuti militari all’Ucraina è pronto e sarà esaminato dal Copasir martedì 10 novembre alle 15. Il ministro della Difesa Guido Crosetto riferirà al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica prima dell’approvazione del provvedimento.
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Le richieste di Kiev
A pesare sulla composizione del nuovo intervento sono soprattutto l’evoluzione del conflitto e la difficoltà di reperire alcuni materiali. Crosetto ha spiegato al Senato che le esigenze dell’esercito ucraino sono cambiate e che parte delle forniture richieste non è più disponibile.
«Kiev chiede delle cose che non sono disponibili», ha detto il ministro durante il question time. Per questo, ha aggiunto, l’intensità dei pacchetti si è ridotta: con il passare del tempo, alcuni equipaggiamenti necessari sono diventati difficili da trovare o da inviare.
Secondo Crosetto, anche la tecnologia impiegata dalla Russia si è modificata. I droni Shahed, per velocità e caratteristiche, sono più complicati da intercettare, mentre la capacità ucraina di fermare gli attacchi sarebbe passata dal 90% al 10%.
Possibili missili intercettori
I contenuti dell’elenco restano riservati, ma nel pacchetto potrebbero comparire missili intercettori Aster destinati ai sistemi di difesa aerea SAMP/T, sviluppati da Italia e Francia. Kiev ha chiesto più volte strumenti per proteggere le città e le infrastrutture dagli attacchi russi condotti con missili e droni.
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Il governo dovrebbe sottoporre il testo al Copasir prima di procedere con il via libera definitivo. Crosetto ha inoltre annunciato l’intenzione di proporre la proroga anche per il prossimo anno del meccanismo che consente l’invio degli aiuti militari.
La posizione del governo
Il ministro ha ribadito che l’Italia intende rispettare gli impegni assunti con gli alleati europei, con la Nato e con l’Ucraina. Ha quindi escluso un disimpegno italiano, sostenendo che non fermerebbe il sostegno degli altri Paesi e potrebbe aumentare la volontà russa di proseguire l’offensiva.
Crosetto ha ricordato che il meccanismo attuale è stato approvato durante il governo Draghi con il sostegno di partiti oggi presenti sia nella maggioranza sia nell’opposizione. «Se era giusto allora diventa difficile spiegare perché è ingiusto adesso», ha affermato, confermando che l’esecutivo vuole mantenere la linea seguita negli ultimi quattro anni.
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