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Attualità 2 min di lettura44 min fa

Riad intercetta un missile, ma il fronte Iran torna a scaldarsi

Un nuovo attacco attribuito agli Houthi riaccende la tensione nel Golfo, mentre Washington e Israele valutano altre operazioni contro Teheran.

«La difesa aerea ha intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dalla milizia Houthi in direzione di Riad». È quanto ha riferito il portavoce della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, dopo l’allarme scattato nella capitale.

L’allerta è stata successivamente revocata. Sui social network sono comparsi filmati che mostrerebbero le conseguenze di un possibile impatto diretto in città, mentre i media iraniani hanno attribuito agli Houthi il lancio avvenuto durante la notte.

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Teheran minaccia una rappresaglia più ampia

L’Iran ha avvertito che una nuova offensiva aerea americana o israeliana provocherebbe una risposta estesa ben oltre le basi militari e le imbarcazioni statunitensi. Nel mirino, secondo le minacce rilanciate da Teheran, potrebbero finire aeroporti, oleodotti e infrastrutture civili ed economiche situate nei Paesi del Golfo.

La Repubblica Islamica ha evocato anche azioni contro il personale americano, l’affondamento di navi da guerra degli Stati Uniti e il taglio dei cavi sottomarini per le comunicazioni nello Stretto di Hormuz. Si tratta di un avvertimento destinato ad alimentare ulteriormente l’incertezza sull’evoluzione del conflitto regionale.

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Trump e Netanyahu alzano il tono

Donald Trump ha sostenuto che la campagna contro l’Iran potrebbe riprendere presto e ha presentato Benjamin Netanyahu come il leader più indicato per portare avanti lo scontro. Il presidente americano e il premier israeliano si avvicinano inoltre a importanti appuntamenti elettorali: Trump alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, Netanyahu alle consultazioni previste in Israele.

Durante un comizio in Iowa, Trump ha dichiarato: «Ho risolto otto guerre e ne stiamo risolvendo altre due. Finiremo l’Iran molto presto. In un modo o nell’altro. Per me è quasi insignificante». Secondo i mezzi d’informazione americani, eventuali operazioni congiunte contro Teheran potrebbero ripartire subito dopo il voto di metà mandato.

Netanyahu, secondo quanto riferito dai media locali, ha a sua volta promesso una risposta senza precedenti nel caso di nuovi attacchi iraniani, parlando di una forza che Teheran non sarebbe in grado nemmeno di immaginare. Il quadro resta quindi segnato da minacce incrociate, mentre l’episodio registrato a Riad conferma l’estensione della crisi al Golfo.

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