Razzi vuole rientrare: Vannacci nel mirino, ma Forza Italia ha una condizione
L’ex senatore valuta una nuova candidatura, attende una mossa da Roberto Vannacci e lega l’eventuale ritorno in Forza Italia a un cambio di leadership.
Tra i ricordi che Antonio Razzi collega alla sua esperienza internazionale c’è anche un episodio vissuto in fabbrica. Vedendo un collega di nome Mohamed disteso a terra, pensò inizialmente a un malore; l’uomo, invece, stava pregando. Razzi racconta di avergli chiesto di pregare anche per lui, sostenendo di aver così maturato una conoscenza diretta dell’Islam.
L’esperienza svizzera come biglietto da visita
L’ex senatore indica nei 41 anni trascorsi in Svizzera un possibile punto di forza per un incarico politico. A suo dire, il lavoro svolto accanto a persone provenienti da 37 nazionalità gli avrebbe dato una preparazione particolare sui rapporti internazionali.
Nel suo racconto trovano spazio anche le lingue: cita lo spagnolo parlato con la moglie e il tedesco appreso durante gli anni trascorsi in fabbrica. Per questo Razzi ritiene di poter offrire un contributo rilevante in politica estera e arriva ad affermare: «Ne so più di tutti».
Il ritorno passa da Vannacci
L’ipotesi di rivederlo in Parlamento non è esclusa. Razzi lascia intendere di voler valutare diverse possibilità e guarda con interesse al progetto politico di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale. Alla domanda su una nuova candidatura, risponde citando «le vie del Signore», senza però indicare ancora una lista precisa.
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I due si sono già incontrati durante una cena, ma in quell’occasione non sarebbe stato affrontato il tema di una candidatura. Razzi preferirebbe attendere una proposta: sostiene di essere conosciuto nell’ambiente politico e di non avere bisogno di farsi avanti personalmente. La sua autodifesa, formulata con il tono che lo contraddistingue, è netta: «Sono pulito. Lavato con Perlana».
Forza Italia resta sullo sfondo
Un’altra strada potrebbe riportarlo verso Forza Italia, partito al quale continua ad associare il ricordo di Silvio Berlusconi. Il rapporto con gli azzurri, tuttavia, oggi appare subordinato a una precisa richiesta: «Tornerei soltanto se cambiano segretario».
Per l’eventuale successione ad Antonio Tajani, Razzi indica Roberto Occhiuto e Alessandro Cattaneo. La sua preferenza va a una figura capace, a suo giudizio, di recuperare almeno in parte il carisma che aveva Berlusconi.
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