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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Rap e lacrimogeni: la protesta dei liceali scuote la Francia

A Parigi il corteo studentesco è degenerato in scontri, mentre Lecornu annuncia ore di confronto nei licei e comunica il bilancio dei feriti.

Un’inchiesta per apologia del terrorismo si aggiunge alla crescente tensione nelle proteste studentesche francesi. A Beaugency, nel Loiret, alcuni ragazzi sono stati filmati mentre cantavano un brano con riferimenti a Mohamed Merah e Salah Abdeslam; nello stesso giorno, a Parigi, il corteo dei liceali è terminato con lanci di petardi, fumogeni e la risposta della polizia con i lacrimogeni.


Un video porta la protesta in tribunale

La Procura di Orléans ha avviato un’indagine preliminare dopo la diffusione di immagini registrate al liceo François-Villon di Beaugency. Il filmato risale al blocco dell’istituto organizzato durante la mobilitazione e mostra alcuni studenti intonare il brano rap MRH di BORO700.

La canzone richiama Mohamed Merah, responsabile dell’uccisione di tre bambini in una scuola ebraica di Tolosa nel 2012, e Salah Abdeslam, condannato per il suo ruolo negli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi e Saint-Denis. Il video era stato trasmesso alla procura dall’eurodeputato del Rassemblement National Matthieu Valet, che ha sostenuto come quei canti non fossero collegati alle richieste degli studenti.


A Parigi il corteo finisce tra i gas

Il terzo giorno consecutivo di mobilitazione ha portato in piazza studenti in diverse città francesi. Nella capitale, la manifestazione è partita alle 14 da Place de la République con destinazione Place de la Nation, dove si sono verificati i momenti più tesi.

Secondo la ricostruzione diffusa nelle ore successive, alcuni partecipanti hanno lanciato petardi, fumogeni e altri oggetti verso il cordone delle forze dell’ordine. Gli agenti hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti; nelle immagini circolate si vedono anche persone vestite di nero e con il volto coperto.

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Il governo apre un confronto nei licei

Di fronte alla ripresa delle proteste, il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato all’Assemblée Nationale una modifica temporanea della normale attività scolastica. Nei prossimi giorni, i dirigenti dovranno riservare agli studenti uno spazio specifico per discutere le ragioni della mobilitazione: Lecornu lo ha definito un «momento di democrazia interna».

Le richieste riguardano soprattutto l’aumento delle risorse, la carenza di personale, lo stato degli edifici e il sovraffollamento delle classi. La protesta è iniziata il 17 settembre e si è estesa a più località del Paese.


Il bilancio dei feriti cresce

Intervenendo in Parlamento, Lecornu ha comunicato i dati sulle conseguenze delle manifestazioni dall’avvio della mobilitazione. Gli studenti feriti sono 215, mentre tra il personale scolastico si contano 85 persone coinvolte; il numero sale a 715 considerando poliziotti e gendarmi.

Il premier ha parlato del bilancio più pesante degli ultimi decenni per il personale dell’istruzione pubblica e ha denunciato la «banalizzazione della violenza». La sospensione delle lezioni ordinarie punta ora a offrire agli studenti un’occasione di confronto interno, mentre nelle strade resta alta la tensione.

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