Ranucci torna a RaiNews: la nuova sfida dopo l’addio a Report
Il giornalista sarà vicedirettore del canale con delega agli approfondimenti, mentre restano aperti i ricorsi sulla sua rimozione e sulla sanzione disciplinare.
La scelta è arrivata dopo giorni di confronto e mette fine all’incertezza sul prossimo incarico di Sigfrido Ranucci: il giornalista rientrerà a RaiNews come vicedirettore, con responsabilità sugli approfondimenti. La decisione è stata comunicata alla Rai nella tarda serata di lunedì attraverso una mail.
LOOKFANTASTIC
-22% su LOOKFANTASTIC
Una nuova fase dopo Report
Ranucci ha affidato a Instagram il racconto del passaggio, ringraziando Luca Terzulli e i giornalisti del Tg3 per avergli proposto un ruolo in una fase professionale delicata. L’alternativa presa in considerazione era proprio la redazione del telegiornale, mentre una terza possibilità prevedeva il trasferimento all’ufficio di corrispondenza Rai del Cairo.
Il giornalista ha spiegato di aver preferito tornare nella struttura in cui aveva lavorato dal 1999 al 2006 e dove, nel 2001, era diventato inviato speciale. «Torno da dove ero partito con la certezza di aver fatto tutto ciò che dovevo», ha scritto, definendo Report un punto di riferimento del servizio pubblico e del giornalismo d’inchiesta.
Il legame con la prima RaiNews
Nel suo messaggio, Ranucci ha ricordato gli anni della prima RaiNews e le figure che ne accompagnarono la crescita. Tra queste c’è Roberto Morrione, indicato come suo maestro, oltre all’attuale direttore Federico Zurzolo, al quale ha espresso gratitudine per la fiducia ricevuta.
Il giornalista ha inoltre ripercorso alcune delle inchieste realizzate in quella fase: dal lavoro sull’impiego del fosforo bianco a Falluja, svolto tra il 2004 e il 2005, alle indagini sui proiettili all’uranio impoverito e sulla missione italiana a Nassiriya. Ha ricordato anche il ritrovamento, nel 2000, dell’intervista a Paolo Borsellino registrata poco prima della strage di Capaci, nella quale il magistrato affrontava i rapporti tra mafia, i fratelli Dell’Utri e Vittorio Mangano.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
I ricorsi restano aperti
Il nuovo incarico non chiude il contenzioso con la Rai. Il Tribunale del lavoro di Roma ha respinto la richiesta urgente di reintegro alla conduzione di Report, ritenendo che la rimozione fosse stata decisa dall’azienda per gestire le tensioni interne seguite all’attenzione mediatica suscitata dall’inchiesta sull’attentato.
La causa proseguirà comunque nel merito. Ranucci ha presentato anche opposizione contro la sospensione di dieci giorni inflittagli dopo la valutazione del Comitato etico Rai, che aveva giudicato la sua condotta non conforme alle regole interne.
Il congedo dalla trasmissione
Una settimana prima della scelta su RaiNews, Ranucci aveva salutato con commozione la redazione di Report. Il 13 ottobre aveva lasciato la stanza nella sede Rai di via Teulada, mostrando in un video gli scatoloni e gli oggetti raccolti durante il lungo periodo alla guida del programma, arrivato a circa cinquecento puntate.
In quell’occasione aveva detto di non rimpiangere il percorso compiuto e di essere pronto a rifare quelle scelte, perché legate alla difesa di alcuni principi. Ora quel capitolo resta al centro dei ricorsi, mentre per il giornalista comincia una nuova esperienza nella redazione da cui aveva mosso i primi passi, inizialmente come assistente ai programmi e poi come giornalista.
Continua a leggere
Case e città, la sfida nascosta nei vecchi edifici abbandonati
Federico Filippo Oriana indica nel recupero del territorio una leva decisiva per sviluppo, sicurezza e risposta all’emergenza abitativa.
Milano, Cacciari sfida la linea dura: «La rabbia non nasce dal nulla»
Il filosofo condanna devastazioni e aggressioni, ma avverte che la risposta securitaria non può cancellare le cause sociali della protesta.
Ucraina, lo scontro nel Pd: Sensi sfida Conte e gli alleati
Il senatore dem difende l’invio di armi a Kiev e accusa il M5s di condividere posizioni vicine a Vannacci, Le Pen e AfD.
Armi a Kiev, la crepa nel centrosinistra: Sensi sfida Conte e Avs
Il senatore del Pd difende l’invio di armi all’Ucraina e accusa M5s e alleati di condividere posizioni vicine a Vannacci, Le Pen e AfD.