289notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 2 min di lettura53 min fa

Milano, Cacciari sfida la linea dura: «La rabbia non nasce dal nulla»

Il filosofo condanna devastazioni e aggressioni, ma avverte che la risposta securitaria non può cancellare le cause sociali della protesta.

Secondo Massimo Cacciari, la presenza di una forza pubblica incaricata di reprimere i reati non esonera la politica dal comprendere i conflitti che alimentano la tensione sociale. «Perché c’è la violenza legittima dello Stato? Perché dall’altra parte, in una forma o nell’altra, lo Stato, il politico intelligente sa che in situazioni di grande contraddizione e lacerazione momenti di violenza sono fisiologici», ha osservato il filosofo durante Otto e mezzo su La7.

Offerta del giorno20 ottobre

LOOKFANTASTIC

-22% su LOOKFANTASTIC

Scade tra 4 giorni
******


La forza dello Stato non basta

Cacciari ha chiarito di non mettere in discussione il compito delle istituzioni: difendere i cittadini, tutelare le forze dell’ordine e perseguire chi commette reati. La sua critica riguarda invece l’idea che la sola stretta sull’ordine pubblico possa risolvere una crisi più profonda.

Nel confronto televisivo, Lilli Gruber ha ricordato la solidarietà espressa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella agli agenti impegnati negli scontri. Cacciari ha condiviso quella posizione, precisando però che condannare gli episodi di violenza non impedisce di interrogarsi sulle ragioni che li hanno prodotti.


Milano dentro una crisi europea

Le devastazioni e le aggressioni avvenute a Milano nel fine settimana, secondo il filosofo, non possono essere considerate un fenomeno isolato. Cacciari ha richiamato le tensioni registrate da mesi a Parigi e le emergenze presenti anche in Francia e Spagna, inserendole in una frattura che attraversa l’intero continente.

A suo giudizio, la politica europea non riconosce più la portata del disagio giovanile. Ha indicato tra le cause il malfunzionamento della scuola, la precarietà occupazionale e le retribuzioni insufficienti, sostenendo che milioni di ragazzi vivono una condizione di esasperazione, mentre solo una parte dei manifestanti si rende responsabile di saccheggi e attacchi alle forze dell’ordine.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Capire non vuol dire assolvere

Cacciari ha contestato l’impostazione della risposta del governo Meloni, ritenendo sproporzionato affidarsi principalmente a nuovi provvedimenti sulla sicurezza. La sua valutazione sulla classe dirigente europea è stata durissima: a suo avviso, non riesce più a interpretare la realtà ed è ormai completamente disorientata.

Quando Gruber ha osservato che alla condanna delle violenze viene spesso aggiunto un «però», il filosofo ha respinto l’equazione tra analisi delle cause e giustificazione dei responsabili. Ha citato anche la guerra tra Russia e Ucraina e la condanna di Putin per sostenere che comprendere l’origine di un conflitto non significa approvarne gli atti.

Per Cacciari, la protesta resta quindi legata alle tensioni accumulate, pur senza che ciò renda lecite le devastazioni. «Questa protesta è fisiologica», ha detto, aggiungendo che non deve necessariamente manifestarsi attraverso le forme viste a Milano. In presenza di profonde disuguaglianze e contraddizioni, ha concluso, episodi di violenza sono sempre comparsi accanto alle mobilitazioni sociali.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere