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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Kansas in bilico, Trump punta 8 miliardi e sfida l’Europa

A poche settimane dal voto per il Congresso, il presidente annuncia pagamenti agli agricoltori e torna ad attaccare la gestione europea dei migranti.

Il messaggio più rilevante del comizio in Kansas non riguarda soltanto il prezzo del carburante agricolo: Donald Trump ha legato un nuovo intervento economico alla campagna elettorale e, nello stesso discorso, ha minacciato un disimpegno degli Stati Uniti dall’Europa. L’annuncio arriva a due settimane dalle elezioni di metà mandato, che determineranno gli equilibri del Congresso.

La scelta del Kansas è tutt’altro che casuale. Lo Stato sostiene il senatore repubblicano Roger Marshall, impegnato in una sfida ravvicinata contro il democratico Adam Hamilton, ma non viene più considerato una certezza assoluta per il Partito repubblicano. Il principale comitato politico vicino ai repubblicani ha infatti dirottato risorse verso la Carolina del Nord e ha finanziato anche spot in Kansas e Nebraska.

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Otto miliardi per la stagione del raccolto

Dal palco, Trump ha presentato un piano temporaneo destinato a compensare l’aumento delle spese sostenute dagli agricoltori, con particolare riferimento al gasolio. “Stasera sono lieto di annunciare che il dipartimento dell’Agricoltura lancerà un nuovo programma di aiuti, fornendo ai nostri agricoltori 8 miliardi di dollari di sostegno per compensare i costi del diesel durante la stagione del raccolto”, ha detto il presidente.

Il Dipartimento dell’Agricoltura ha poi chiarito che la somma sarà distribuita attraverso versamenti una tantum, gestiti dalla Farm Service Agency, struttura interna allo stesso dicastero. L’obiettivo indicato è attenuare l’impatto di difficoltà temporanee del mercato e del rincaro dei fattori necessari alla produzione.

La ministra dell’Agricoltura Brooke Rollins ha definito l’intervento “un sostegno fondamentale agli agricoltori che si trovano ad affrontare costi crescenti e perturbazioni del mercato”. Da tempo, i repubblicani degli Stati a forte vocazione agricola chiedevano alla Casa Bianca una risposta all’impennata del prezzo del diesel, peggiorata, secondo il testo, nel quadro della guerra con l’Iran.

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Trump alza il tono contro l’Europa

Nel corso dello stesso appuntamento, il presidente ha spostato il discorso sulle proteste avvenute in Francia, dopo avere già commentato gli eventi verificatisi in Italia. Trump ha sostenuto che Washington potrebbe rivedere il proprio rapporto con il continente se l’Europa non riuscisse a gestire il tema migratorio secondo la linea da lui auspicata.

“Se non troveranno presto la strada giusta, non avremo altra scelta che andarcene”, ha dichiarato, riferendosi alle rivolte francesi e alla presunta incapacità europea di fermare l’arrivo dei migranti. Il presidente ha inoltre accusato politici di sinistra di avere favorito l’ingresso di milioni di persone provenienti da Paesi del Terzo mondo, affermando che gli Stati Uniti non intendono replicare quella situazione.

Trump ha collegato le sue critiche anche ai rapporti con l’Iran e al contributo americano alla Nato. A suo dire, Teheran non avrebbe aiutato gli Stati Uniti quando Washington ne aveva bisogno, nonostante le ingenti spese sostenute dagli americani per l’Alleanza atlantica. “È qualcosa che non potremo mai dimenticare”, ha aggiunto durante il comizio.

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