Quei cinque volti non esistono: il ritocco IA sulla foto di Fairford
Le immagini diffuse in rete sembrano identificare gli uomini arrestati vicino alla base RAF, ma la verifica tecnica mostra che quei lineamenti sono stati generati artificialmente.
Le immagini più nitide dei cinque uomini fermati nei pressi della base RAF di Fairford, nel sud-ovest dell’Inghilterra, stanno circolando sulle reti sociali come se mostrassero i loro volti. In realtà, quei lineamenti non provengono dalla fotografia originale: sono il risultato di una modifica realizzata con l’intelligenza artificiale.
La vicenda riguarda persone arrestate perché sospettate di stare preparando un atto terroristico. Proprio per la gravità dell’accusa, la diffusione di identità visive non autentiche rischia di attribuire a individui reali caratteristiche che l’immagine disponibile non consente di verificare.
La foto originale nasconde i lineamenti
Lo scatto da cui sono partite le versioni diffuse in rete è di qualità molto bassa. L’immagine appare sgranata e sfocata e mostra i cinque uomini a torso nudo, con le mani ammanettate, mentre vengono condotti via dalla polizia.
Nella fotografia autentica, tuttavia, i volti non sono riconoscibili. Le successive elaborazioni hanno aumentato la nitidezza apparente dell’immagine e hanno aggiunto dettagli facciali che non erano presenti nel materiale di partenza.
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L’intelligenza artificiale ha creato i volti
A confermare la manipolazione è arrivata anche una verifica tecnica. Lo strumento di rilevamento messo a disposizione da OpenAI ha indicato che il file è stato generato o modificato attraverso programmi dell’azienda.
Il risultato è quindi fuorviante: le immagini più definite non permettono di vedere il volto reale dei cinque arrestati, ma mostrano sembianze costruite artificialmente. La maggiore qualità visiva, in questo caso, non corrisponde a una maggiore attendibilità.
Il contenuto rientra inoltre in un progetto realizzato con Meta per contrastare la disinformazione sulle sue piattaforme. L’analisi serve a chiarire che una fotografia apparentemente più leggibile non è necessariamente una fotografia autentica.
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