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Attualità 1 min di lettura51 min fa

Putin accusa l’Occidente sul Baltico: «È un’escalation

Il presidente russo collega le manovre militari occidentali e i tentativi di bloccare imbarcazioni russe a un aumento della tensione nell’area.

Le attività militari occidentali nel Mar Baltico e le iniziative rivolte contro le imbarcazioni russe segnano, secondo Vladimir Putin, un nuovo aggravamento della situazione. Il presidente russo ha espresso questa valutazione durante la sessione plenaria del 23° incontro del Club di discussione internazionale Valdai.


Il messaggio di Putin dal Valdai

Nel suo intervento, Putin ha riunito sotto la stessa accusa due elementi: lo svolgimento ripetuto di esercitazioni nel Baltico e i tentativi di fermare navi e imbarcazioni russe. A suo giudizio, queste azioni confermano l’aumento della tensione già denunciato in precedenza.

«Le esercitazioni nel Mar Baltico, una dopo l’altra, e i tentativi di fermare le nostre navi e imbarcazioni: tutto questo rappresenta l’escalation di cui ho parlato nel mio discorso. Tutto questo è un’escalation», ha affermato il leader russo davanti ai partecipanti all’incontro.

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Nel mirino le navi russe

Il riferimento alle imbarcazioni amplia il tema oltre la sola attività militare. Putin ha infatti presentato come parte dello stesso quadro anche le azioni finalizzate a impedire il movimento delle navi russe, senza indicare nel suo intervento ulteriori dettagli sugli episodi specifici.

La dichiarazione arriva in un contesto nel quale il Mar Baltico viene indicato dal presidente russo come uno degli scenari in cui le iniziative occidentali contribuirebbero a far crescere il livello dello scontro. La parola «escalation» è stata ripetuta da Putin per sottolineare la sua lettura degli sviluppi nella regione.

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