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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Prosecco, cosa offre una bottiglia da venti euro

Revén di Ruggeri nasce da dieci vigneti collinari e punta a distinguersi nella fascia alta del mercato

Una bottiglia di Revén, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut 2025 di Ruggeri, arriva in enoteca con un prezzo vicino ai 20 euro. La cifra porta il Prosecco a confrontarsi con Franciacorta, Alta Langa e Champagne d’ingresso, pur appartenendo a una denominazione percepita soprattutto come accessibile.

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Il prezzo medio del Prosecco

Nel 2025 la grande distribuzione italiana ha venduto Prosecco per 393 milioni di euro, pari a 53,7 milioni di litri. Il valore medio, calcolato su una bottiglia da 75 centilitri, si è attestato intorno ai 5,50 euro. Il dato riguarda soltanto questo canale e non comprende enoteche e ristoranti.

Per il metodo classico, nello stesso ambito commerciale, sono stati registrati 148 milioni di euro e otto milioni di litri: quasi 14 euro ogni 75 centilitri. Il confronto aiuta a capire perché un Prosecco da 20 euro si collochi in una zona particolare del mercato, dove le fasce di prezzo iniziano a sovrapporsi.

La produzione complessiva conferma la distanza tra le diverse denominazioni. Nel 2025 il Prosecco Doc ha raggiunto 667 milioni di bottiglie, il Conegliano Valdobbiadene circa 98 milioni e l’Asolo oltre 32 milioni. La sola Doc esporta più dell’82% della produzione e raggiunge 164 Paesi.

Secondo i dati Istat elaborati da I numeri del vino, l’export di Prosecco ha superato i 4,2 milioni di ettolitri, equivalenti a circa 560 milioni di bottiglie da 75 centilitri. Il valore è stato di 1,773 miliardi di euro, circa il 77% delle esportazioni italiane di spumanti. Gli Stati Uniti hanno rappresentato 474 milioni di euro, il Regno Unito 372 milioni e la Francia 135 milioni, con una crescita del 15%.


Dieci vigneti per Revén

Revén nasce da dieci appezzamenti di collina, lavorati separatamente prima dell’assemblaggio finale. Sull’etichetta compare una mappa con le diverse provenienze; la pendenza media indicata dall’azienda è del 49%. La raccolta viene eseguita a mano, mentre la rifermentazione dura sei mesi in autoclave, seguita da circa tre mesi di affinamento in bottiglia.

La gestione separata delle parcelle consente di esaminare le caratteristiche di ogni uva prima di stabilire la composizione definitiva. Il progetto riprende esperienze già sviluppate da Ruggeri con Vecchie Viti e Giustino B.; una ricerca avviata da tre anni analizza inoltre le piante, i profumi e le differenze tra i vigneti.

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Laura Mayr, general manager di Ruggeri, ha parlato di una produzione compresa tra 5.000 e 10.000 bottiglie per questa annata, all’interno di un percorso destinato a continuare. Durante la presentazione ha spiegato: «Il vino è destinato a rimanere per sempre».

La Glera rappresenta almeno l’85% dell’uvaggio, mentre le varietà locali ammesse possono arrivare al 15%. La presa di spuma procede lentamente in piccoli recipienti e il vino resta poi sui lieviti. Il residuo zuccherino è di 7 grammi per litro e il tenore alcolico raggiunge l’11,5%.


Il confronto con il metodo classico

Un Franciacorta Brut La Fiorita viene proposto a 22 euro, mentre uno Champagne Christian Naudé Tradition compare a 25 euro, con spedizione esclusa. Sono bottiglie collocate in una fascia di prezzo vicina a quella di Revén, ma il costo non basta da solo a stabilire quale scelta sia migliore.

Il Prosecco prodotto in autoclave tende a valorizzare frutto, profumi floreali e freschezza della Glera. La rifermentazione in bottiglia del metodo classico, insieme alla permanenza sui lieviti, può invece portare sentori di pane e pasticceria, oltre a una consistenza diversa.

La qualità dipende comunque da molte variabili: uve, durata dell’affinamento, dosaggio e capacità tecnica di produttore ed enologo. Un metodo classico d’ingresso non è automaticamente più complesso di un Prosecco di fascia alta; allo stesso modo, un prezzo di 20 euro non garantisce da solo l’eccellenza.

Nel caso di Revén, il valore dichiarato dall’azienda è legato alla selezione delle uve, al lavoro manuale sui pendii e ai tempi di vinificazione e riposo. Al momento dell’assaggio emergono freschezza, note floreali e richiami alla frutta bianca, con una dolcezza contenuta e una struttura non pesante. La scelta, alla fine, dipende dal gusto e dal tipo di vino che si vuole portare nel bicchiere.

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