10.000Lettori online ora
Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Prima volta sempre più presto: cosa raccontano i numeri sui giovani

L’indagine su oltre 15mila ragazzi fotografa esperienze anticipate, protezioni insufficienti e una richiesta diffusa di educazione affettiva dentro e fuori la scuola.

«Bambini e adolescenti entrano sempre prima in contatto con contenuti, modelli e stimoli legati all’affettività e alla sessualità», osserva Filippo Nimbi, psicologo e sessuologo clinico, commentando la nona edizione dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità”. Secondo l’esperto, l’esposizione anticipata non procede sempre insieme allo sviluppo di adeguate competenze emotive e relazionali.


La domanda supera l’offerta educativa

Dalla ricerca emerge una richiesta molto netta di luoghi affidabili in cui parlare di relazioni, consenso, emozioni e rischi legati al mondo digitale. Nimbi sottolinea che i ragazzi non cercano soltanto nozioni biologiche o sanitarie, ma strumenti per affrontare decisioni consapevoli e rapporti fondati sul rispetto reciproco.

Il sostegno agli incontri scolastici è ampio anche tra gli adulti: l’88,7% dei genitori e il 90,7% degli insegnanti si dice favorevole all’educazione sessuale a scuola. Tra gli studenti, il 64,6% vorrebbe che questi percorsi fossero obbligatori, mentre il 72,4% preferirebbe affidarne la gestione a medici, psicologi e specialisti qualificati, attraverso discussioni e attività di confronto.


Il debutto sessuale si anticipa

Il rapporto, realizzato da Durex e Skuola.net tra marzo e giugno 2026, ha coinvolto oltre 15.000 persone tra gli 11 e i 24 anni. Il 49,6% degli intervistati colloca il primo rapporto tra gli 11 e i 16 anni; all’interno di questo gruppo, circa l’11% riferisce che l’esperienza è avvenuta prima dei 13 anni.

La quota dei rapporti iniziati prima di quell’età è quasi quadruplicata rispetto al 2019, quando si fermava al 3,1%. Il dato si accompagna a una protezione non sempre adeguata: il 32,1% dichiara di non aver utilizzato il preservativo durante la prima esperienza, percentuale che raggiunge il 69,8% tra gli 11 e i 13 anni.


In rete si cercano risposte

Un altro elemento rilevato dall’indagine riguarda il ricorso al coito interrotto, utilizzato almeno una volta dal 66,1% dei partecipanti. Nel complesso, il quadro segnala comportamenti che possono esporre i più giovani a rischi proprio mentre le loro esperienze diventano più precoci.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Per dubbi su sessualità e contraccezione, il 55,1% si rivolge soprattutto a internet. Il 37% spiega di farlo per non affrontare l’argomento in famiglia; soltanto il 7,8% cerca invece aiuto dai genitori o da altri adulti. Il 45,9% non ha mai discusso di sessualità tra le mura domestiche e il disagio, indicato dal 42,7%, resta il principale freno al dialogo.


La scuola resta al centro dello scontro

La richiesta di formazione non si è indebolita: il 90,3% dei giovani vorrebbe percorsi dedicati all’educazione affettiva e sessuale. Tuttavia, il 44,3% afferma di non aver mai affrontato questi temi in classe e, tra chi ha partecipato a incontri simili, solo il 21% li considera realmente utili.

Anche sulle età di avvio esiste un orientamento preciso. Il 47,2% degli insegnanti favorevoli ritiene opportuno cominciare dalle scuole medie, posizione condivisa dal 57% dei genitori. I risultati arrivano nelle settimane successive all’inizio dell’anno scolastico 2026/2027, il primo interessato dalla legge Valditara sul consenso informato preventivo.

La normativa richiede l’autorizzazione scritta delle famiglie per le attività su sessualità e affettività alle scuole medie e superiori, imponendo inoltre che i genitori conoscano in anticipo contenuti e modalità degli incontri. Nella scuola dell’infanzia e nella primaria, invece, le attività extracurricolari su questi argomenti sono escluse.

Il provvedimento ha alimentato una mobilitazione referendaria denominata “Sì educazione affettiva nelle scuole”. Le 500mila firme necessarie sono state raggiunte in circa 35 giorni, dal 6 agosto al 10 settembre, soprattutto attraverso la raccolta telematica.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere